omar Fardin
691 milioni di euro. E' l'incredibile utile d'esercizio del 2009 per la società autostrade. Evidentemente è troppo poco perché da domani le tariffe aumentano per legge.


Buona fine Anno amici lettori!

Da domani scattano tutti gli aumenti. Autostrada luce, gas, RC auto, in primis. Autostrade. ANCORA!!!!
Uno studio della camera di commercio di Mestre dice che se in poco più di un decennio – dal 2000 all’ottobre di quest’anno – il costo della vita è aumentato del 27,1 per cento, la tariffa dell’acqua potabile, per esempio, è cresciuta del 70,2 per cento, quella della raccolta rifiuti del 61 per cento, i biglietti dei trasporti ferroviari del 53,2 per cento” Al quarto posto proprio i pedaggi autostradali: + 49,1 per cento, ventidue punti più dell’inflazione.
Complimenti.
Meno male che a beneficiarne sono persone che hanno un estremo bisogno di Denaro poverini... Benetton in testa.
Da decenni le tariffe non servono più a ripagare l'investimento iniziale, ma solo ad arricchire i concessionari. Il sistema delle concessioni autostradali è una manna per i fortunati che ne fanno parte visto che genera profitti enormi e sicuri.

E il bello è che ti fanno pagare tutto. La benzina sulle autostrade è sempre alle tariffe massime. Chi prende l'A4 dalla tangenziale di mestre paga anche la tangenziale (e non si capisce perché). A meno che non ci si faccia il giro della rotonda a Dolo come spiegai qui.
Se ti succede un qualsiasi problema e devi chiamare il soccorso poi le mazzate son garantite. E, dulcis in fundo... se gli fai risparmiare un sacco di stipendi di casellanti mettendoti il telepass... paghi in più pure quello.  Paghi per far perdere posti di lavoro. Eccellente.
E non si capisce proprio in nome di cosa aumentino ancora le tariffe. Visto che l'utile  di esercizio è stato di ben 691 milioni di Euro.
Si si, strabuzzate gli occhi di nuovo. Quello del 2010 non l'ho trovato ma certo non sono in perdita.

E poi mi dite che non c'è da incazzarsi???

Se volete provare a capire dove vanno a finire i vostri soldi... vi consiglio di leggere questo. Interessante analisi (che pero' non ho avuto tempo come mio solito di verificare, ma non dubito che sia, se non vera, almeno veritiera) di quante scatole cinesi ci sono dietro e di quanti intrallazzi ci siano tra le varie società.

Tutto quello che ho scritto (e molto di più) è documentato dalla società autostrade stessa. Potete scaricarvi un interessante libretto in pdf direttamente qui.

Poi io per carità non sono un economo. Quindi se qualcuno che se ne intende un po' di bilanci aziendali può smentirmi... Me lo dica. Giuro, ne sarei felice. Almeno ci sarebbe un perché....


Buon anno nuovo!!


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omar Fardin

Come volevasi dimostrare l'antitrust ha dato ragione ai consumatori ed ha punito apple per il comportamento scorretto con la garanzia fornita sui suoi prodotti. Ne avevo parlato qui.
E qui i dettagli.
Ma se 900mila euro son certo una bazzecola per un colosso come apple quello che più conta è che da adesso in poi dovrà rigare dritta.
Vedremo come cambierà la politica dell'azienda.
Quello che sono curioso di vedere è come e se cambierà il prezzo o la durata dell'estensione di garanzia AppleCare Protection Plan. Un conto è pagare tipo 179 euro (per l'i-mac da 21) per due anni aggiuntivi di garanzia, un conto è pagarli per uno solo. Delle due l'una: o abbassano il prezzo o aumentano a 4 gli anni di garanzia. Oppure come può permettersi solo un'azienda che ha adepti per clienti... non farà assolutamente nulla e la gente continuerà a spendere soldi. Spero che la situazione che si andrà a creare non sia questa.
In ogni caso consumatori gioite. Da oggi in poi  anche se acquisterete un prodotto apple vi daranno due anni di garanzia. Per legge. Ale'!




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omar Fardin

Buone Feste a tutti i miei Blog-lettori.
Scrivo solo questo Altrimenti se supero le tre righe Yanopin non legge.
Passate un buon Natale... e Tanti buoni panettoni a tutti!! :-)



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omar Fardin

Questo post nasce da una discussione che ho avuto con un vegetariano convinto.
Io non ho nulla contro i vegetariani, ci mancherebbe. Ma il tizio in questione pensando di stroncare ogni mia risposta mi ha mandato il link ad un video di una brutale uccisione di un animale in un macello.

Vi garantisco che non ho il cuore di pietra, anzi. Ma non serve a nulla far vedere scene brutali. Sono un Agronomo, (ebbene si, anche quello) nei macelli ci sono stato e ho visto come uccidono gli animali. E non è certo come in questo video (lo sconsiglio vivamente a chi è facilmente impressionabile). Non so da dove arrivi, forse in qualche paese orientale o non so dove. Ma per quello che ho visto io la cosa è molto diversa. Certo, l'animale viene ucciso e non è una bella scena, su questo non ci piove. Certo il consumo di carne è esagerato, anche su questo sono d'accordo. Ma da lì a non mangiarla del tutto... ce ne passa. Ci vorrebbero regole più severe e controlli più stringenti piuttosto. Striscia la notizia ne ha fatte vedere di cose che sono ben più fastidiose di questi video girati ad-hoc per impressionare. Rispetto (e un po' ammiro) chi fa la scelta vegetariana. Non rispetto chi vorrebbe imporla al mondo. Ecco tutto.

E invece quando si parla con i vegetariani è come parlare con un fanatico dell'islam. Non c'è storia, hanno ragione loro, punto e fine. E se gli dici che le diete vegetariane portano a deficit di ferro, calcio e vitamine D e B12... Semplicemente negano categoricamente. E quando ho tentato di spiegare che io li rispetto e pretendo lo stesso da loro mi hanno accusato di essere come i fumatori, che dicono che fumano perché gli piace, e non perché son dipendenti. A me non sembra proprio la stessa cosa. E a voi?

Poi per carità... Che il consumo esagerato di carne che si fa al mondo sia una delle cause della rovina di questo pianeta è innegabile. Ma non credo che per questo si debba passare da un estremo all'altro. Vi do' qualche numero, così, giusto per farvi un'idea.

Produrre 1 kg di manzo equivale a produrre gas serra potenzialmente responsabili del riscaldamento globale pari a 36,4 kg di CO2 che equivale alla CO2 emessa da un automobilista medio europeo che percorre 250 km. L'allevamento consuma il 70% di tutte le terre agricole il 30% di tutta la superficie terrestre.
Un altro enorme impatto della produzione di carne è l'acqua che occorre per produrne 1 kg. Per esempio per produrre 1 kg di:
mais 900 litri
riso 3000 litri
pollo 3900 litri
maiale 4900 litri
manzo 15.500 litri
Un enorme consumo di acqua, non c'è dubbio.

Quindi da oggi... Tutti a mangiare pollo!! :-)
I vegetariani mi odieranno lo so. Ma la carne mi piace. Non credo di farne abuso, pero' a mangiare solo erba non mi ci vedo proprio...
Voi come la pensate?








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omar Fardin
In Italia si chiama Next. Nel resto del mondo si chiama Mini. Ma non fa differenza. Trattasi di uno smartphone di fascia "entry-level" che può dare ottime soddisfazioni.
In realtà non è mio compito fare una recensione dei telefoni cellulari. Ma visto che me lo sono comprato ho deciso di parlarne. E di analizzare soprattutto un aspetto trasversale di questo telefono.
Il sistema operativo è android. Comprato con Froyo (2.2) e aggiornato con facilità a Gingerbread (2.3.4) Ha praticamente quasi le stesse capacità dei suoi fratelli maggiori.
E qui si innesca la mia piccola riflessione. Un tempo se compravi un telefono da poco facevi poco. Punto. Adesso se compri un telefono da poco come questo fai quasi le stesse cose che fai con i telefoni android da ben più soldi. Ok, lo fai più lento. E con un display più piccolo e meno definito. Ma poi? Basta. Se non ti interessa avere l'HD sul display e non ti infastidisce aspettare qualche secondo in più quando lanci un'applicazione... Il gioco è fatto. Spendi 120 euro e fai le stesse cose che il tuo amico fa con un telefono da 600. Qualcuno mi smentisca vi prego.
E' dotato di Tecnologia capacitiva per lo schermo,  ha il Gps, il 3G, E sul market trovi tutto quello che il mondo mette a disposizione per il sistema Android.
E non è poco. Quest'anno Android ha superato nettamente tutti gli altri sistemi operativi. (il grafico fa riferimento ad aprile 2011)  Se non altro perchè oramai è installato su uno sterminio di apparecchi.  Questo vuol dire che nei prossimi anni le applicazioni per android andranno moltiplicandosi in quanto ovviamente gli sviluppatori vanno a creare per i mercati dove c'è più possibilità di vendere.
Quello che voglio dire io è che a volte, forse, non val la pena spendere follie per un telefono cellulare. E questo vale oggi sicuramente più che 5 anni fa per esempio. Personalmente sono rimasto molto stupito dalle capacità di questo telefono e di Android. Dal riconoscimento vocale al navigatore gps,  alla miriade di app scaricabili gratuitamente alla gestione della mail e quant'altro... Insomma decisamente un buon giudizio.
Poi... se avete soldini e potete permettervi un S2... Allora siete a posto! :-P



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omar Fardin
Il comune di Venezia ha dichiarato guerra alla raccolta dei rifiuti fatta a casaccio. Da ottobre ha iniziato a distribuire nel territorio i nuovi cassonetti per la raccolta del secco. Cassonetti per la raccolta del secco che obbligheranno i cittadini a fare una raccolta differenziata fatta bene. Hanno invitato tutti i cittadini a ritirare una chiave elettronica che permetterà di aprire i cassonetti solo ai residenti. Non ci sarà più la possibilità di  portare le immondizie da un'altra parte. Dovrai fare amicizia con il  cassonetto sotto casa.  E dovrai volergli bene davvero, perchè senno' ti innervosisci.

Prima cosa. Il buco in cui infilare il sacchetto del secco è piccolo. Tanto piccolo.
Seconda cosa. Per il momento non è previsto, ma prossimamente c'è da aspettarsi un conteggio del numero di aperture con conseguente adeguamento della tariffa pagata (e speriamo non solo verso l'alto). Terza cosa. Come tutte le cose tecnologiche c'è da aspettarsi che dop qualche tempo ci siano mezzi bidoni fuori uso. Ci auguriamo che la manutenzione venga fatta come si deve. Quarta cosa. Sono cambiate un po' di cose e adesso è possibile riciclare anche materiali che prima non erano riciclabili. Il buco dei bidoni per la plastica si ingrandirà per permettere il passaggio di qualsiasi oggetto in plastica, non solo le bottiglie. Il tetra-pack si potrà buttare nel cassonetto della carta. E via così.

Dicevo... Hanno mandato a tutti la lettera di invito a ritirare la chiave presso la sede del comune, suddividendo così l'afflusso di gente. Domenica scorsa era il mio turno. Si, incredibile, di domenica pomeriggio.  Sono andato a prendermi la chiave elettronica e subito dopo sono stato accompagnato dagli operatori Veritas ad un tour guidato ai nuovi cassonetti. Devo dire che l'organizzazione era ottima. Mi hanno fatto provare il meccanismo e ho avuto qualche sorpresa. La calotta è completamente elettronica. Con tanto di display a colori che ti dice cosa fare. Inserisci la chiave e si apre da sola. inserisci il tuo bel sacchettino... chiudi e via. Se il cassonetto è pieno invia automaticamente un segnale alla centrale. Idem se è rotto. Incredibile, la tecnologia applicata alle "scoasse".

Sul come differenziare si è già detto di tutto. Ovviamente gli operatori mi hanno spiegato tutta la procedura. E non sono mancate le sorprese. Per esempio: I bicchieri di vetro non vanno nel vetro, ma nel secco. I produttori infatti usano delle sostanze per renderli più trasparenti e brillanti che li rendono non riciclabili. Gli scontrini fiscali vanno nel secco e non nella carta. La plastica va tutta nella plastica. Cellophane compreso. Insomma, tutta la lista ve la risparmio. La trovate qui.


Quello che mi fa un po' strano e che ha innescato qualche discussione con alcuni amici è che il tutto deve essere ben diviso ( e questo consente una drastica riduzione della parte secca non riciclabile, ecco perchè la calotta è piccola) e deve essere anche pulito. Cioè... se svuoto la scatoletta di tonno poi non posso buttarla nel bidone del vetro/lattine così com'è. Devo lavarla. O almeno darci una sciacquata insomma. Se mangio la pizza nel cartone poi il cartone lo posso buttare nella carta solo se è pulito. Il tetrapack del latte va nella carta. Previa sciacquata. Il barattolo dello yogurt va nella plastica e il coperchio nell'alluminio. Sempre previa sciacquata. Insomma la cosa non è  sempre così semplice. E non tutti avranno la pazienza di passare ste cose sotto il rubinetto. Però è dannatamente importante farlo. Non per quelli della veritas, che con le tariffe che hanno dovrebbero venire a lavarmele loro le cose. ma per l'ambiente. Pensate che riciclare un barattolo significa riciclare acciaio, stagno e alluminio e risparmiare dal 60 al 75% dell' energia usata per produrlo da materie prime. Con 13 barattoli di pelati per esempio si fabbrica una pentola nuova. Se volete un po' di statistiche andate qui.

Qualcuno mi ha detto che potrebbe farlo chi raccoglie i rifiuti il lavaggio. Ma non è così semplice. Passare sotto il getto d'acqua del rubinetto il vasetto dello yogurt è un attimo e diventa presto un gesto abituale. Lavare in maniera industriale milioni di barattoli e lattine raccolti ogni giorno richiede impianti pazzeschi che consumano energia e denaro e che andrebbero sempre a scapito dell'ambiente e dell'utente.

Insomma basta poco, e d'altronde come si legge anche sul sito Veritas i rifiuti devono essere conferiti con attenzione. Infatti una piccola quantità di materiale non compatibile erroneamente messo nelle campane o nei contenitori può rendere non riciclabile tutto il resto (come ad esempio la ceramica con il vetro). E sarebbe un vero peccato.

Adesso mi toccherà andare a caccia di tanti piccoli bidoncini da mettermi in casa per fare le cose come si deve!
Buona raccolta a tutti.



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omar Fardin


Vista la puntata di Report di ieri sera... vi ripropongo un post che avevo fatto un bel po' di tempo fa... rivisto e corretto.
I cellulari fanno male. O meglio... non fanno bene. Certo che ormai sono una cosa alla quale è impensabile rinunciare. Ma l'auricolare (quello col cavo) è un dovere. E mandare sms anzichè telefonare... dovrebbe diventare la norma. Nel limite del possibile.

Ci sono due cose che non capisco e che non condivido in chi dice che è inevitabile farsi del male e che tanto ce ne facciamo in abbondanza con mille cose quindi tantovale...

La prima è che non capisco perchè bisogna arrendersi all'evidenza. OK, non è che io smetto di usare il cellulare pur sapendo che ha degli "effetti collaterali". Così come non smetto di prendere medicinali. Ma ci sono delle grosse differenze. Dei medicinali ho bisogno, altrimenti ci rimetto le penne. Di mangiare ho bisogno e non posso materialmente coltivarmi tutto in casa. Di ricaricare il telefonino senza cavi (sitema che sta prendendo piede con certi dispositivi) non ho bisogno. E posso anche telefonare con l'auricolare senza problemi e senza rinunciare a nulla. Insomma ci sono delle cose alle quali si puo' rinunciare tranquillamente, quindi perchè volere a tutti i costi farsi ancora più male di quanto già non ce ne facciamo con le cose alle quali invece purtroppo non si puo' rinunciare? E' troppo qualunquista dire "eh ma allora dovrei andare a vivere da eremita in mezzo ai boschi". Sappiamo benissimo che nessuno lo farà mai. Bisogna nella nostra vita moderna cercare di tutelarci almeno per quelle cose che non costa fatica fare. E' come i fumatori che dicono che tanto di qualcosa bisogna morire. E' un ragionamento ipocrita di chi non ha coraggio di ammettere che è completamente dipendente dalle sigarette.

La seconda cosa è che siccome purtroppo nessuno ci verrà mai a dire la verità sui danni che fanno tutte ste cose nel dubbio dovrebbe prevalere il buonsenso. E il buonsenso ci dice che tutte ste cose ci migliorano la vita ma bisognerebbe non abusarne. Come per le medicine. E allora torniamo al ragionamento di prima, non abusarne vuol dire tenere un comportamento che limiti il danno, pur consentendomi di migliorare la mia vita tramite le tecnologie moderne. La cosa che mi fa incazzare di più è che le grandi multinazionali della telefonia hanno tutto l'interesse a non diffondere i veri dati sulla dannosità dei loro prodotti. Nessuno ti spiega che il tuo telefonino per raggiungere il ponte radio deve necessariamente emettere microonde e in che quantità. E che poi tutti  si incazzano per l'antenna vicino a casa ma poi magari hanno due telefonini in tasca. Che emettono la stessa cosa se non di più.

E quando ti viene un neurinoma in testa hai un bel dire "eh ma tanto non è detto che sia stato causato da questo"...

Insomma non è il mio compito convincere nessuno, ma solo informare ed esprimere la mia opinione. Poi ognuno ovviamente trarrà le proprie conclusioni. Report in questo caso ha fatto un bel servizio. Andate sul sito a vederlo per intero. E se volete commentate!


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omar Fardin


Non so dire se sia tutto vero o no. Ma certo fa impressione. E' una sorta di Italia got talent indiano... E questi non so se hanno più talento o più pazzia. Guardare per credere. E io che pensavo che fossero solo gli italiani ad essere disposti a tutto per 5 minuti di celebrità!!



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omar Fardin
Oggi voglio spiegarvi la mia avventura con il Kindle, l'ebook reader più venduto al mondo. Si è rotto. Me l'hanno sostituito. Gratis. Cose che voi Italiani...
Ma andiamo con Ordine. Era maggio quando decisi di acquistarlo. Me lo riguardavo nel sito di Amazon da mesi, affascinato da quel display opaco, con l'inchiostro elettronico come lo chiamano loro. Lo vendono solo su Amazon.com, il sito Americano. Lo ordinai e dopo 3 giorni mi fu recapitato. Dall'America con furore, è il caso di dirlo. Non sto qui ad elencarvi tutte le caratteristiche tecniche che trovate nel sito ufficiale. Adesso poi sono uscite anche le versioni touch ed a colori. Sappiate solo che per chi come me è un avido lettore di libri è davvero eccezionale. Si legge anche sotto il sole (il display non è retroilluminato) ma non non si legge al buio. Proprio come un libro. Non da fastidio agli occhi. La batteria dura settimane. Si possono prendere appunti, si possono mettere segnalibri e quant'altro. E non da ultimo da la possibilità di navigare in Internet in 3G (oltre che in wi-fi) con collegamento gratuito. Si, con tutti i limiti del caso. Non è un Tablet, toglietevelo dalla testa. Però se uno vuole andarsi a vedere che so, il sito di repubblica.it, lo puo' fare senza problemi.  Assolutamente gratis.
Ma dicevo... portarsi in ferie tutti i libri che vuoi con un peso di 140 grammi... non ha prezzo.
Romperlo all'inizio della vacanza... nemmeno. Dannazione. Per un caso mi ci sono appoggiato sopra di peso, e tra il mio peso e il display c'era la macchina fotografica. Quando ho sentito Crack ho capito, ma ormai era fatta.
Display a righe. e-book reader inservibile. Rotto. Spaccato in due. Inutile dire le maledizioni che mi son tirato addosso da solo.
Sta di fatto che  ho provato ad informarmi sul come fare per far riparare il kindle presso qualche riparatore ufficiale. Nessuno sembrava saperne nulla. Sul sito ufficiale di amazon si chiedeva chiaramente di telefonargli in caso di problemi. Ma avete mai parlato con un americano per telefono? Sembra che si mettano un paio di olive ascolane in bocca prima di parlare, e quando non parlano per slang si strascicano le parole che manco i cani che abbaiano...
Opto per il messaggio scritto.
Gli spiego il problema e loro mi mandano il link alla pagina delle istruzioni per l'uso, dove si spiega come fare il reset. Ovviamente gli riscrivo e a quel punto loro mi chiedono di chiamarli. OK. Mi cognato sa bene l'inglese. Lo coinvolgo e gli chiedo di fare sta telefonata.  Nulla da fare. Tra uno strascicamento ed un'altro capiamo (poco e male) che te lo cambiano con uno nuovo ma che devi pagare quello nuovo. Dopodichè gli mandi quello vecchio e valutano se è da riparare in garanzia ti rimborsano i soldi.
Insomma per non farla troppo lunga dopo 3 telefonate avevamo capito 3 cose diverse. Gli operatori che rispondevano al telefono erano pure gentili, ma ragazzi che fatica.  Alla fine ho fatto in modo che un mio amico che parla inglese tutti i giorni per lavoro  telefonasse di nuovo per vedere se avevo capito bene e come si doveva procedere. E stavolta, miracolo, ha risposto una signorina che aveva una voce molto più chiara. E ci spiega che loro ti cambiano il prodotto con uno nuovo e che i soldi te li rimborsano a prescindere. Eh? Pronto??? Come???
Detto, fatto. Alle ore 19 di venerdì abbiamo fatto la telefonata. Alle 19.30  mi è arrivata la mail che  il mio nuovo kindle era stato spedito con relativo addebito sulla carta di credito. Alle 19.35 mi arriva la mail che mi hanno fatto il rimborso della cifra spesa. E subito dopo la mail che mi dice di fargli un fax delle spese per la spedizione del vecchio, che mi rimborsano pure quelle. Martedì alle 11 avevo il kindle nuovo in mano. Meno di due giorni lavorativi.

Che dire? Quelli Amazon sanno davvero cosa vuol dire avere un servizio clienti efficace. E, aparte le ovvie incomprensioni dovute alla lingua, si sono dimostrati efficienti e davvero solerti nel risolvere la questione. Senza problemi, senza fare storie. Davvero ammirevole. Se la stessa cosa succede con un'azienda in Italia... Ti passano i numeri del centro assistenza che poi non riconoscono, che poi non è compito loro... insomma storie ordinarie per noi italioti.
Ecco. Volevo portarvi a conoscenza della mia felice esperienza con Amazon. :-)



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omar Fardin


C'è crisi. Non c'è crisi. E' un tormentone ormai. Lungi da me fare il dibattito politico.
Ma due parole due devo dirle per forza.
La prima. Berlusconi subito prima di dimettersi ha fatto approvare la legge di stabilità. Alzi la mano chi tra voi sa cosa contenga. Potrebbero averci aumentato l'iva al 40% ma nessuno lo saprebbe. Nemmeno in rete ne ho trovato traccia. L'unica traccia che ho trovato è un poco rassicurante innalzamento dei limiti di elettromagnetismo  nell'ambiente. Non male. Hanno fatto un tal clamore con il fatto che il governo era stato battuto e che  Berlusconi doveva dimettersi... che nessuno ha parlato poi di quello che hanno approvato. Complimenti per la distrazione di massa.

Seconda. Mario Monti. Non vi è puzzata un po' sta cosa? Improvvisamente sto tizio che viene messo lì per  riportare l'Italia sulla retta via. Eh si, come no. Il problema è capire chi è sto signore che ci viene imposto dall'alto come fosse un dio. Be' sembrerebbe che (semplificando molto eh) questo tizio sia un amico delle banche. In particolare della Goldman Sachs. E come in Grecia qualche giorno fa anche qui da noi un tecnico (un bancario) deve prendere il posto di comando per prendere decisioni impopolari. E magari per parare il didietro alle banche che sarebbero poi all'origine di tutto sto casino. Basta leggere qui per intuire come funzionano i giochini finanziari. La paura fa accettare qualsiasi cosa....

Ok, io non sono bravo a parlare di politica. Ma mi pare veramente assurdo. Vi invito a vedere il video che ho postato. Apre uno scenario nuovo e decisamente... inquietante.
E per chi non ha tempo da perdere un riassunto di 40 secondi di Crozza. :-)



Basta ridere. C'è solo da incazzarsi qua!!


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omar Fardin


La stampante 3D esiste. Non è una cosa uscita da chissà che film di fantascienza. Beppe grillo nei suoi spettacoli la mostra già da un paio d'anni. Era una versione più rudimentale quella che mostrava lui, ma era un'inizio. Poi la tecnica ha fatto progressi. E anche se per ora gli oggetti che fa sono tutti abbastanza piccoli, ma  hanno già fatto passi avanti rispetto ai primi prototipi permettendogli di stampare a colori.
La novità non è da poco. Per di più adesso è nato un sito, sculpteo.com, che ti permette di stampare online qualsiasi oggetto in 3D che ti viene poi recapitato a casa. Quindi, se siete dei disegnatori CAD potete divertirvi.
I costi non son propriamente economici. Ma per esempio per un lavoro professionale potrebbe essere irrilevante. Spendere 50 euro per avere un ingranaggio particolare che altrimenti non si trova da nessuna parte... non è sicuramente un gran prezzo.
Il sito in questione vende anche un sacco di oggetti (inutili perlopiù) realizzati con questa stampante. E guardate il video vedete un po' come funziona.
Adesso restano da vedere gli sviluppi futuri...


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omar Fardin

Mentre facevo le foto alle canarie impegnandomi non poco ho visto   e ovviamente fotografato un esemplare di Homo apple photographus.... E io che mi porto via pesanti macchine fotografiche...

Questo post è conseguente a quello dell'altro giorno sul mio viaggio di lavoro/vacanza alle Canarie, Isola di Tenerife. Eccolo qui.

E' dura ritornare al lavoro. E' dura soprattutto se ti arriva da pagare l'assicurazione e non ci riesci perchè ti accorgi che il conto in banca è all'asciutto. Che caxxo... Li avevo fatti bene i conti. Ma non conti mai tutto quello che c'è da contare. Ci son troppe cose a cui star dietro. L'assicurazione del negozio. Quella personale. L'Iva-l'inps-lefatture-ifornitori-iltelefono-l'enel-lavesta-l'affitto.... Cavolo pare si fossero messi d'accordo. Tutti insieme. Ottimo. Qualcosa ti sfugge per forza. Non c'è verso. Forse le mie capacità imprenditoriali a volte hanno dei limiti. Mi ci vorrebbe il segretario personale. Vabbe'. Poi leggi che la Carlucci dice che il suo stipendio gli basta a malapena. Povera. E non ti viene da incazzarti?

Ok. Sto diventando polemico. E' più forte di me. Com'è come non è... quando torni dalle ferie il benessere ed il relax ti dura si e no 24 ore. Poi torni ad incazzarti paro paro a prima.
Eh che cavolo. Arrivo a casa io, decido di tornare a scrivere sul blog e cosa succede? Alluvioni, Terremoti, Governi che cadono, minacce di guerra all'Iran. Eh che diamine. Devo guardare più cartoni animati e meno telegiornali.
In compenso ho trovato un sito carino, che mi pare simpatico. Si chiama "schifo di vita" e raccoglie lo sfogo di tutti quelli a cui va storto qualcosa. Si possono scrivere brevi aneddoti di cose spiacevoli ma divertenti. Buttateci un occhio.

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omar Fardin

Mentre scrivo questo post sono in aereo. Ryanair ovviamente. Ovviamente non solo per me, ma soprattutto per il mio portafoglio. Sono tornato a scrivere sul blog dopo più di un mese di assenza proprio mentre sto tornando da un bel viaggio di lavoro-vacanza a Tenerife. Davvero. Il mio post di qualche tempo fa diceva che da quando ci sono facebook e altri si fa più fatica a scrivere sul blog. E' vero e lo confermo. I social network sono la malattia mortale dei blog. Ma non importa. Mi piace così. Questo è il mio spazio, sono le mie idee. Non voglio metterle a forza sulla bacheca di tutti i miei amici. Chi vuole venire a leggere i miei deliri è libero di farlo qui, e magari di commentarli.

Dicevo... Sono sull'aereo di ritorno da Tenerife. Volo verso Bergamo. 4 ore da passare nel mio posto B, fila 10. Pressato tra i miei due compagni di volo dell'occasione che per fortuna non mi sono estranei. Si, pressato, chi vola ryanair sa cosa intendo. Finora tra le altre cose mi hanno proposto di comprare da bere, da mangiare, sigarette per fumare a bordo, giornali, orologi, gratta e vinci e gli immancabili profumi duty free. Il gratta e vinci l'ho preso. E domattina devo comunque andare a lavorare. :-) D'altronde i biglietti aerei sono a basso prezzo, qualcosa di extra dovranno pur tentare di vendere no?

Vacanza intensa quella alle Canarie.
Brezzolina primaverile e 20 gradi la sera. Abbigliamento estivo obbligatorio. Spiaggia (quasi) obbligatoria. Chi mi conosce sa che non amo particolarmente il caldo. Ma Tenerife fa eccezione. Se viene definita l'isola dell'eterna primavera ci sarà un motivo no? E a me la primavera piace....
Be' insomma... La mia missione era quella di documentare fotograficamente l'isola. Missione compiuta. Circa 700 scatti effettuati. Adesso dovrò fare una selezione, altra missione tutt'altro che semplice. La parte più interessante di tutto il viaggio sono stati i tramonti. Anticiperò con questo post una immagine. Ripresa attraverso le fronde degli alberi del Teide (Il vulcano che sovrasta l'isola) ed effettuata al termine di un magnifico barbecue fatto in compagnia dei miei due compagni di viaggio. Ecco, se vi sta venendo un po' di invidia... be' ho raggiunto lo scopo. :-)
Ovviamente ci sono anche i più classici tramonti sull'oceano, attraverso le fronde delle palme. Vi aggiornerò con il link quando le pubblicherò, e qui non voglio spingermi oltre. Operazione invidia conclusa. :-)

L'aspetto meno appariscente, ma non meno tangibile è l'atmosfera che si respira in quest'isola. Appena scendi dall'aereo ti accorgi che l'aria che ti avvolge è diversa. E non solo per la temperatura. Più pura. più semplice. Più leggera. E poi ti giri. Sei lì, sulla pista dell'aereoporto e già ti prende un coccolone. Un panorama mozzafiato, subito, così, che ti avvolge. Da un lato la montagna che non riesci a vedere quanto alta sia e dall'altro il mare. Sconfinato, di un azzurro che non ti immagini, luccicante sotto un sole che ti fa sentire, non so perchè, a casa.
Ok, mi rendo conto che sembrano deliri di uno appena tornato da una vacanza. E invece no. Questa è la sesta o settima volta che ci vado. E ogni volta è lo stesso. Anche quando ci sono stato per 2-3 giorni solo. (Avete presente la pubblicità di una nota compagnia di crociere dove il tipo piangeva a dirotto quando tornava? ecco...) Ovviamente servirebbe un libro per descrivere l'isola e le sue meraviglie. E non è questo il luogo. Pero' credetemi se vi dico che passare dalla montagna (3718 metri il vulcano e in alcuni mesi largamente innevato) alla spiaggia (a prendere il sole) in meno di un'ora... non ha prezzo.

Poi ci sono gli aspetti più pratici e divertenti.
- I Canari non sanno parcheggiare. Decisamente. Su una fila di 20 parcheggi riescono a volte a farci stare 12 auto, a volte anche 25. Un caos.
- I Canari non sanno cosa sia un caffè macchiato. Ok, il caffè che fanno fa già schifo di suo e questo me lo aspetto. Ma la macchiatura proprio non la concepiscono. Una volta ti guardano come se gli avessi chiesto di servirti una barra d'uranio, altre volte ti danno un bicchierone di latte per fare un macchiato freddo. Oppure ti fanno un caffelatte. Insomma, una impresa disperata.
- I Canari amano alla follia l'aglio e la cipolla. Ce li trovi ovunque. E alcuni loro piatti tipici sono praticamente a base d'aglio. un esempio? Il pollo al mojo. Il mojo è una salsina rossa a base di peperoncino dolce e aglio. Molto aglio. Il pollo viene fritto e poi viene ricoperto di questa salsina. A me piace da impazzire, ma poi guai a chi mi si avvicina, ho l'alito mortale fino al giorno dopo.
- I Canari fanno tutte le cose tipiche da abitanti delle isole tropicali. Surf, windsurf, kitesurf ecc ecc. L'oceano regala delle giornate con onde decisamente alte.
- E dulcis in fundo... i Canari non parlano spagnolo. Parlano canaro. Che è uno spagnolo parlato veloce e con un'oliva (ascolana) in bocca. Uno spagnolo un po' lo capisci. Un canaro no.

Ecco. adesso stiamo passando un po' di turbolenze con l'ereo. Si balla. E mi rendo conto di aver fatto un pos molto lungo. D'altronde... Era da un mese che non leggevate nulla, almeno adesso vi rifate un pochino no?
La morale è che secondo me... un giretto a Tenerife val la pena farlo. Ormai con ryanair i voli costano poco e (anche se gli orari di partenza costringono alzatacce memorabili) in 4 ore sei in un altro mondo. Cavolo quelli dell'ufficio del turismo devrebbero pagarmi. :-)

Volevo ringraziare della compagnia e dell'opportunità i miei due compagni. Uno è Fabio, titolare di infocanarie.com, l'altro è Simone, Samuele per gli amici. Senza di loro la vacanza non sarebbe stata la stessa. I donuts mi mancheranno. Cavolo. Un sacco di cose mi mancano sempre quando torno!!



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omar Fardin

Blog in pausa.
Tante idee ma decisamente troppo da fare in studio per trovare il tempo di scrivere qualcosa di sensato, visto che non mi piace fare i copia/incolla. Se qualche mio collaboratore di blog vuole scrivere qualcosa... bene, altrimenti io per un po' di giorni devo assentarmi e fare una blog-pausa...
A presto!



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omar Fardin
Articolo tratto da Die Press e ripubblicato  su PressEurope. Lo riporto anche io, perchè questo sembra davvero lo scenario probabile che ci aspetta. Alcune cose descritte sono già successe e fanno tremare. La descrizione di quello che hanno dovuto subire i greci per tentare di non affondare è imbarazzante. Spero davvero che da noi non si debba arrivare a tanto, ma ho tanta paura...
Buona lettura:

La crisi della Grecia viene spesso imputata ai suoi cittadini, definiti spendaccioni e irresponsabili. Ma a guardare da vicino la loro vita è ormai un sacrificio senza fine.
Non si può rimanere zitti di fronte alle dichiarazioni dei più alti responsabili europei, talvolta al limite dell'assurdo, su questi "fannulloni" greci che si rifiutano di "risparmiare".

Da 16 mesi ho una seconda casa ad Atene, e ho vissuto questa drammatica situazione sul posto. Ci si lamenta che i piani di risparmio non funzionano perché i redditi fiscali diminuiscono. Si rimette in discussione la volontà dei greci di fare economie. Ma diamo qualche cifra concreta:

- Riduzione degli stipendi e delle pensione fino al 30 per cento.

- Taglio dello stipendio minimo a 600 euro.

- Drastico aumento dei prezzi (gasolio e benzina, 100 per cento; elettricità, riscaldamento, gas, trasporti pubblici, 50 per cento).

- Un terzo delle 165mila imprese commerciali è fallito, un terzo non è più in grado di pagare gli stipendi. Ovunque ad Atene si possono vedere cartelli gialli con la scritta "Enoikiazetai" in rosso – "Affittasi".

- In questa miseria i consumi (l'economia greca è stata sempre molto incentrata sui consumi) si sono ridotti in modo catastrofico. Le coppie con un doppio stipendio (il cui reddito familiare arrivava fino a 4mila euro) si trovano improvvisamente ad avere solo due sussidi di disoccupazione di 400 euro, che per di più cominciano a essere versati con due mesi di ritardo.

- I dipendenti statali o delle imprese parastatali, come l'Olympic Airlines o gli ospedali, non sono più pagati da mesi e il versamento del loro stipendio è stato rimandato a ottobre o all'"anno prossimo". Il record è del ministero della Cultura: molti dipendenti che lavoravano all'Acropoli non sono pagati da 22 mesi. E quando hanno occupato l'Acropoli per manifestare (pacificamente), sono stati subito caricati e gassati dalla polizia.

- Tutti concordano nel dire che i miliardi dei versamenti dell'Ue ripartono per il 97 per cento direttamente verso l'Unione e le banche, per rimborsare il debito e i nuovi tassi di interesse. Così il problema è con discrezione rigettato sulle spalle dei contribuenti europei. Intanto le banche continueranno a incassare alti interessi fino all'eventuale bancarotta, mentre i crediti sono tutti a carico del contribuente. Di conseguenza non c'è ancora denaro per le riforme strutturali.

- Migliaia e migliaia di piccoli imprenditori, autisti di taxi o di camion, hanno dovuto sborsare migliaia di euro per le loro licenze, e per ottenerle hanno fatto dei debiti, ma oggi si vedono confrontati con una liberalizzazione che permette ai nuovi arrivati di non pagare quasi nulla.

- Si continuano a inventare nuove tasse. Adesso per sporgere denuncia alla polizia bisogna pagare 150 euro sull'unghia. La vittima deve tirare fuori il portafoglio se vuole che la sua denuncia sia presa in considerazione. Nel frattempo i poliziotti sono obbligati a pagare di tasca propria per fare il pieno delle macchine di servizio.

- È stata creata una nuova imposta fondiaria associata alla fattura dell'elettricità. In caso di mancato pagamento viene interrotta l'elettricità.

- Ormai da diversi mesi le scuole pubbliche non ricevono più i libri di testo. Lo stato ha accumulato un debito enorme con le case editrici e di conseguenza le consegne sono state bloccate. Gli studenti ricevono ormai dei cd e i loro genitori devono comprare dei computer per permettere loro di seguire le lezioni. Nessuno sa come le scuole, soprattutto quelle del nord del paese, potranno pagare le spese di riscaldamento.

- Tutte le università sono di fatto paralizzate fino alla fine dell'anno. Molti studenti non possono né presentare la loro tesi né sostenere gli esami.

- Il paese si prepara a un'ondata di emigrazione di massa e spuntano sempre più agenzie specializzate in questo settore. I giovani si rendono conto di non avere alcun futuro nel paese. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 40 per cento fra i giovani laureati e il 30 per cento fra i giovani in generale. Chi lavora lo fa per uno stipendio da fame e a nero (senza alcuna forma di previdenza sociale): 35 euro per dieci ore di lavoro al giorno nel settore della ristorazione. Le ore di straordinario si accumulano senza essere pagate. In questa situazione non rimane più nulla per settori come l'istruzione. Il reddito che il governo greco riceve dalle imposte è quasi nullo.

- Le riduzioni di massa di impiegati della funzione pubblica sono state fatte in modo del tutto antisociale. Si è pensato soprattutto a sbarazzarsi delle persone qualche mese prima del loro pensionamento, così da dover versare solo il 60 per cento di una pensione normale.

La domanda è sulla bocca di tutti: dove è finito il denaro degli ultimi decenni? A quanto pare non nelle tasche dei cittadini. I greci non hanno nulla contro il risparmio, ma ormai non ce la fanno più. E chi ha un impiego si ammazza di lavoro (cumulando due, tre o addirittura quattro lavori diversi).

Tutti i miglioramenti sociali degli ultimi decenni sulla protezione dei lavoratori sono stati cancellati. Lo sfruttamento è ormai senza regole; nelle piccole imprese è soprattutto una questione di sopravvivenza. E quando si sa che i dirigenti greci hanno cenato con i rappresentanti della troika [la Commissione europea, la Bce e l'Fmi] per 300 euro a persona, ci si può chiedere quando la situazione finirà per esplodere.

La situazione in Grecia dovrebbe rappresentare un importante campanello di allarme per la vecchia Europa. Nessun partito favorevole all'ortodossia di bilancio sarebbe in grado di applicare il suo programma, non sarebbe neanche eletto. Bisogna combattere il debito finché è ancora relativamente sotto controllo, prima che diventi una sorta di genocidio finanziario. (traduzione di Andrea De Ritis)



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omar Fardin

Mi sono posto la domanda quando ho cominciato a vedere che mi veniva più facile postare qualcosa su facebook (ma anche su twitter o più recentemente su google+) che non star lì a scrivere sul mio bel blog.

Facebook è un macinino impenitente per tutti i pigri d'Italia che vogliono condividere qualcosa. Il mio blog è nato come un quaderno dove scrivere qualche idea, qualche appunto, niente di più. Non mi aspettavo che in tanti venissero a visitarlo o peggio ancora, a leggerselo e a commentarlo. Però fin da subito non mi son sentito di scrivere così alla leggera. Ogni post va concepito, scelto, scritto e riletto, aggiustato, corredato di link, di immagini, di riferimenti. Altrimenti mi sentirei come quelli che a scuola copiano dai compagni e non hanno la minima soddisfazione per il lavoro che fanno.

I moderni social network invece sono più spensierati. Ti viene in mente una cosa pigli e la scrivi. Punto. Su facebook possono commentartela e succede spesso. Non di rado ho riportato sul mio profilo i link al mio blog e i commenti arrivavano solo sul profilo e non sul blog. Decisamente inquietante.

Il problema di fondo è che c'è una moria generalizzata dei forum e dei blog. Molti blogger chiudono per poi aprire una pagina su facebook dove poter ricevere più "mi piace" possibile. Con buona pace della creatività. Vuoi mettere un tuo blog dove tutto è tuo e personale? Ma tant'è, la massa vince, e la massa dice che è più facile accedere a facebook e trovare tutto lì. Un po' come i centri commerciali che radunano 200 negozi sotto un unico tetto. Accedi a facebook e non devi sforzarti di trovare null'altro. Il piccolo negozio che avevi sottocasa magari meno fornito, ma indubbiamente più originale ed umano è destinato a chiudere.

Ecco che nascono su facebook le pagine con i nomi più strampalati, solo per attirare più persone possibile a cliccare il fatidico mi piace. Ma non ci si cura affatto dei contenuti. Nel 90% dei casi sono pagine e pagine di idiozie, che a nulla servono se non a far perdere tempo. Nessuna "spezia per la mente" insomma!

Facebook in pratica sta uccidendo tutto il resto del web. Myspace è quasi scomparso. Così come altri social network, relegati a fasce specifiche di utenti. Per non parlare della crisi dei servizi di chat. Msn in primis. Qui trovate una classifica aggiornata. E qui un interessante raffronto tra nazioni. In Italia siamo al 66% per facebook contro tutti gli altri. In Inghilterra al 50. Negli USA al 35%. Quindi soprattutto da noi facebook la fa da padrone, c'è poco da fare.

Come sempre... ci vorrebbe la giusta via di mezzo. E invece noi italiani siamo un popolo di caproni. Dove va la massa vanno tutti punto. Io invece continuerò a tenermi il mio piccolo blog. Sicuramente il numero di lettori calerà. Pazienza. Certo non posso scrivere tutti i giorni. Ancora pazienza. Ma meglio scrivere poco e per pochi ma in modo intelligente e che non 5 post al giorno uno più inutile dell'altro no?

Alla prossima Spezia!



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omar Fardin


Chi mi spiega come si fa? Immagino sia tutto un trucco di montaggio digitale... ma non lo capisco lo stesso....



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omar Fardin
Ogni tanto anche le grandi multinazionale sbagliano. E' la storia di una grossa multinazionale delle medicine omeopatiche (non faccio il nome, sai mai che ci ripensano) che ha citato un blog perchè asseriva che nelle medicine omeopatiche non c'è manco l'ombra del principio attivo. In pratica diceva che ci vendono pastiglie di zucchero e boccette di acqua distillata.
Ora, lungi da me aprire un dibattito scientifico su un argomento di cui so poco o nulla,  fatto stà che sto povero blogger si è visto arrivare una minaccia di querela.

La cosa però ha avuto degli effetti  imprevisti. Il blog che era visitato da qualche centinaio di persone improvvisamente è stato al centro dell'attenzione... tutta la rete ha cominciato a riportare la notizia di una multinazionale che si era scagliata contro un piccolo blogger e alla fine è approdata addirittura sulle pagine del prestigioso giornale di medicina British Medical Journal a firma di Fabio Turone che ha intervistato sia il blogger che la multinazionale.

In buona sostanza la multinazionale è rimasta spiazzata dalla reazione della rete e si è trovata in obbligo  di scrivere una lettera di scuse al blogger.
Ma ormai la frittata era fatta. Un fatto che poteva passare inosservato grazie all'azione della multinazionale è invece arrivato all'attenzione di milioni di persone. E con lui il dubbio che forse nelle medicine omeopatiche non c'è un tubo.

Le multinazionali devono imparare che al giorno d'oggi le notizie corrono molto veloci...





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omar Fardin
Ne avevo parlato a Giugno. Adesso se ne sono accorti anche i media nazionali.
La garanzia Apple deve durare due anni. Punto.
L'articolo 134 della legge sulla garanzia valida in europa dichiara nulla ogni clausola contrattuale che, prevedendo norme di una legislazione di un Paese extracomunitario, abbia l'effetto di privare il consumatore della protezione assicurata. E questo significa che anche apple se vuole vendere i suoi mac o i suoi i-phone in europa deve rispettare l'estensione di due anni della garanzia.
Ovviamente la cosa vale anche se acquistate i prodotto direttamente online. Son curioso di vedere se daranno una multa quali saranno i commenti...
Qui altri dettagli. Ma noi c'eravamo arrivati prima, Tiè!




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omar Fardin
Possibilità di navigazione gratuita in un numero sempre maggiore di comuni in Italia, con una unica registrazione.
Questa è la novità introdotta dal comune di Venezia in questi ultimi giorni. Incredibile, è un'iniziativa partita proprio dal comune di Venezia, pioniere del wifi gratuito in Italia come avevamo spiegato nell'estate del 2009.
In pratica è un accordo tra varie amministrazioni comunali in tutta Italia per fornire l'accesso alla rete wi-fi gratuito come avviene già in molte aree del comune di Venezia.
Il bello è che non serviranno ulteriori registrazioni, chi è iscritto a "Cittadinanza Digitale" puo' già navigare gratis anche in molte altre città grazie al progetto "Free Italia WiFi" la prima rete federata nazionale di accesso gratuito ad Internet senza fili.

Il progetto è partito dal comune di Venezia, provincia di Roma e regione Sardegna. Ma già adesso si puo' navigare nei comuni di Prato, Torino, Urbino e molti altri. La lista è ovviamente in espansione e si trova qui. Pero ora il numero di hot spot attivi è più di 1100. Ma sicuramente in espansione.

Un piccolo passo avanti verso l'informatizzazione del nostro bel paese?



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omar Fardin

E invece dovrebbe. Sto parlando dei nostri politici ovviamente. E via a dirmi che sto facendo demagogia. Si perchè se si dice qualcosa di ovvio non si fa informazione, si fa demagogia. Se uno telefona alla radio per dire che i politici son ladri è un demagogo. Se telefona un politico per lamentarsi che a lui restano in tasca solo 300 euro al mese e fa fatica a campare... cos'è? Gli improperi li lascio pensare a voi. Ma sappiate che questo è successo ieri sera a Radio 24. Tale Maurizio Paniz, parlamentare del Pdl, ha dichiarato: «E’ ingiusto il trattamento economico nei confronti dei parlamentari. Dalla mia attività di parlamentare, con gli ultimi tagli che sono stati disposti, se va bene riesco a prendere 300 euro al mese». Non servirebbero nemmeno commenti. Che dite? Facciamo una colletta per aiutarlo?

Ma quali tagli??? Con l'ultimo emendamento si sono tagliati i tagli altro che. E non si vergognano nemmeno un po' a dire ste cose. Ovviamente si è guardato bene dal dire che lo stipendio di parlamentare è solo una piccola parte di quello che portano a casa. Poi ci sono i rimborsi spese (che ci siano o no) i rimborsi per i collaboratori (che ci siano o no) ecc. ecc... Ma come vedete sto tornando a fare demagogia. non se ne esce.

Un'altro aspetto inquietante di questi ultimi tempi è la totale indifferenza dei nostri senatori nei confrondi delle leggi di iniziativa popolare depositate 4 anni fa da Grillo. Ora, si puo' essere d'accordo o meno con Grillo. Ma i nostri senatori hanno l'obbligo di discutere queste leggi. Il problema è che la costituzione non mette limiti di tempo. Ma sarebbe un segno di civiltà e di rispetto nei confronti dei cittadini discuterle no? poi potrebbero non approvarne nemmeno una. E' un loro diritto. Invece non si degnano nemmeno di guardarle. Giusto per far capire quanto gli interessa cio' che pensano i cittadini.

Sono state depositate il triplo delle firme necessarie. Grillo sabato andrà davanti al senato a chiedere che vengano prese in considerazione. pensate che avrà successo? Tristezza infinita. Trovate un po' di dettagli qui.

E poi si stupiscono che i cittadini comincino a non poterne più di questa politica. Della Casta. E ti credo....




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omar Fardin
Aggiornamenti sotto... da leggere!




Oggi vi posto il mio bel faccione. Faccio un uso quasi privato del mio blog. Perchè è da giorni che sto tentando di contattare l'assistenza clienti Tim e non ci riesco. ho mandato anche una mail dal form presente sul loro sito (119.it) ma nulla, nessuna risposta a 5 giorni di distanza.

Per chi non ha possibilità di vedere il video si tratta della prova fatta in real time per contattare un essere umano al servizio clienti 119. Niente da fare. Seguendo la procedura si arriva al disco che dice... Per assistenza tecnica premere 3. E poi: "Potete avere tutte le informazioni al sito 119.it". E li si ferma. Puoi solo tornare indietro, in una selva inestricabile di menù... ma nulla di più. Se aspetti cade la linea. Se provi altre strade... non c'è modo. Come cavolo si fa a parlare con un operatore????

Per la cronaca il mio problema è che non ho mai ricevuto le ricariche bonus della promo "raddoppia le tue ricariche" per essere passato a Tim da un altro operatore. Sul sito 119.it la promo risulta attiva, ma di ricariche omaggio nemmeno l'ombra...

P.s. E' il mio primo video-post. Non prendete in giro eh... mica facile farlo!!!

AGGIORNAMENTI: Su twitter la Tim ha un efficiente servizio clienti attivo tutto il giorno. Mi hanno fatto i complimenti per il video (sic!) e mi hanno detto che per parlare con un operatore basta premere 5. Ma il 5 corrisponde a "per conoscere o disattivare i servizi sms a contenuto" e ovviamente mi dice che non sono attivi e mi rimanda al menu principale.... Gli ho riscritto.

Mi hanno risposto dopo circa un'ora chiedendomi il mio numero per dei controlli. Adesso attendiamo....
Ma ancora non mi hanno spiegato come parlare con un operatore al 119!
Vi terro' aggiornati.

Ecco. Mi ha chiamato dopo circa un'oretta una simpatica signorina. Mi ha spiegato che tim non accorpa credito residuo e bonus delle offerte. in pratica il mio credito risulta sempre basso o a zero, ma in realtà ho il bonus della promozione che va a scalare. Il bonus non si legge nei messaggi automatici che ti dicono il credito residuo a fine chiamata. E chiamando il 40916 bisogna stare in linea fino a fine messaggio per riuscire a capire che c'è.
Inoltre mi ha detto che gli fa strano che non riesco a parlare con un operatore. Probabilmente il mio numero è troppo nuovo e non viene ancora instradato correttamente... staremo a vedere!!

A voi le conclusioni. Se non altro in qualche modo ho risolto, ma che fatica!



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omar Fardin

Riporto sul mio blog questa mail che mi è arrivata, perchè questo è un pensiero che secondo me va diffuso. Purtroppo troppi al giorno d'oggi sono portati a pensare che basta comprarsi una macchina fotografica di ultima generazione per essere fotografi. Ma anche se è evidente che non è così, è invece uno dei fattori che porta a sminuire il lavoro dei fotografi professionisti come me. Da leggere e da riflettere.

"Questo è un articolo scritto da un fotografo professionista contrario all'attuale andamento del "mestiere fotografo" che fa pensare alla gente che tutto sia gratis.
Buona lettura :)
E magari mandalo anche ai tuoi amici fotografi.

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di Tony S.
Ogni settimana, ricevo in media un paio di proposte di lavoro da parte di gente che “non ha soldi” per pagare le mie foto. Case editrici, riviste, giornali, organizzazioni, aziende affermate o appena avviate: tutti pensano che la fotografia non costi niente, o peggio che mi stiano facendo un favore ad offrirmi di pubblicare il mio lavoro offrendo come compenso di aggiungere il mio nome qui o là.
Ho smesso di rispondere a queste richieste personalmente e linko semplicemente al seguente testo.

Allora, mettiamo le cose in chiaro. “Non abbiamo un budget per le fotografie” significa in realtà: “Pensiamo che i fotografi siano dei coglioni”.
Questa interpretazione potrà forse sembrarvi offensiva, ma possiamo facilmente verificarla con un esperimento: provate ad entrare in un ristorante della vostra città dicendo garbatamente “vorrei mangiare qui, ma non ho previsto un budget per pagarvi”. Aggiungere che in cambio farete pubblicità presso tutti i vostri amici non impedirà al proprietario di sbattervi cortesemente fuori a calci.

Ora, immaginate di essere voi stessi i proprietari di un ristorante dove la maggior parte degli avventori provano a cenare gratis con questa tecnica. La risposta è NO, volendo essere esageratamente gentili.
E se in realtà “non abbiamo un budget” era solo una strategia per tastare il terreno, la risposta è sempre e comunque NO. Non voglio avere niente a che fare con degli avidi opportunisti che vorrebbero imbastire una relazione professionale mentendo sin dall’inizio. Avete già dimostrato di non meritare fiducia, dunque mi date anche ragione di pensare che non sarete onesti sullo sfruttamento delle immagini e che comunque farete di tutto per non pagare un euro.

Se invece siete di quelli che promettono un sacco di lavoro meglio pagato più avanti se io accetto di aiutarvi a costo zero adesso, ottimo, ci sto, offritemi un contratto. Altrimenti per quanto mi riguarda le vostre sono tutte stronzate e la risposta è NO.
Anche perché, vedete, non me ne frega niente di “farmi conoscere” regalandovi il mio lavoro. Quello che voglio è invece un rapporto professionale di mutua collaborazione e beneficio. Da parte mia cerco di offrire la massima onestà ed integrità professionale e mi aspetto che i miei clienti facciano lo stesso con me. “Farsi conoscere” è la naturale conseguenza di un lavoro ben fatto, non un mezzo per ottenere qualcosa e lo stesso vale per il mio nome pubblicato insieme al mio lavoro: è una prassi, nonché indice di correttezza. Al contrario, di guadagnarmi applausi lavorando come un dilettante non me ne frega niente. Se avere un prodotto gratis è più importante di avere un prodotto di qualità, chiedete pure a qualcun altro.

Come la maggior parte delle persone, anch’io lavoro per pagarmi le bollette e mandare avanti la mia professione e la mia famiglia. Il fatto che io ami quello che faccio è semplicemente la ragione per cui sono quarant’anni che mi impegno al massimo nonostante le difficoltà: se pensate di avere il diritto di mancare di rispetto alla mia professionalità in virtù di questo, vi sbagliate di grosso.
Perciò non vi sorprendete se scelgo di non aiutare dei parassiti che guadagnano, o pretendono di farlo, sfruttando il lavoro dei fotografi – e anche il mio – fino al midollo. Con alcune rare eccezioni (piccole associazioni veramente no profit, mandate avanti da volontari) sono io che questa volta non ho previsto un budget per rendere le imprese degli altri più redditizie: già far quadrare i miei bilanci non è cosa da poco, vista anche questa recente tendenza a far passare lo “sfruttamento” come “un’incredibile opportunità”.

Il mio sostegno lo garantisco volentieri quando posso, attraverso piccole donazioni ad organizzazioni che ritengo di voler aiutare o semplicemente offrendo un pranzo ad un senzatetto. Vi assicuro inoltre che quando lavoro per onlus e associazioni, lo faccio a tassi agevolati. Penso di essere una persona onesta, generosa e gentile, ma mi sento di non fare l’elemosina a degli accattoni stipendiati che mi chiedono di riempirgli le tasche con soldi a manciate. Mi fanno incazzare. Specialmente quando mi insultano dicendo che si, il mio è proprio un bel lavoro, però non lo pagherebbero un cent.

Ho avuto delle conversazioni esilaranti con un sacco di gente che, a quanto pare, pensa che delle buone immagini siano solo il frutto di circostanze fortunate e che dunque sia loro diritto averle a costo zero, semplicemente perché gli elettroni non hanno ancora un preciso valore di mercato. Come la volta in cui incontrai la manager di un’importante organizzazione inglese (con un utile dichiarato di oltre 3 milioni di sterline). La signora mi spiegava quanto tenesse a pubblicare più foto possibile sul sito internet del gruppo di cui era a capo: i visitatori le trovavano infatti più efficaci ed immediate dei testi (prodotti per altro da uno specifico team di scrittori retribuiti). Dunque l’importanza delle foto era fuori discussione. Ma, forse, sarebbe stato anche il caso di pagarle: magari usando una parte del budget annuo di 160.000 sterline che la suddetta organizzazione destinava ai contenuti web (di nuovo, ho controllato le cifre dichiarate, disponibili online). La signora proprio non riusciva a capire che la foto che aveva davanti e che avrebbe tanto voluto pubblicare esisteva solo perché io avevo investito tempo, denaro e lavoro nel crearla. “Ma tutti i fotografi di solito sono ben felici di lasciarci pubblicare le loro immagini gratuitamente” mi spiegava. Non credo proprio lo siano, probabilmente hanno solo omesso di dare un’occhiata alle solite cifre che dicevo sopra: se lo avessero fatto si sarebbero accorti che lei guadagnava qualcosa come 66.000 sterline l’anno (circa €74.000 al cambio attuale, ndr) – giusto qualche soldo in più della retribuzione zero che invece offriva in cambio delle immagini.

E’ chiaro che soltanto i fotografi amatoriali possono permettersi di fornire servizi senza ricevere un compenso: la fotografia non è per loro una fonte di reddito. Fanno altri lavori, hanno una pensione, guadagnano in altro modo, sono dei romantici con tendenze suicide – non mi interessa. Io no. L’atteggiamento di far guerra ai professionisti per farsi belli è profondamente egoista e ha conseguenze disastrose: distrugge la fotografia come mestiere, come rispettabile fonte di guadagno per la vita.
Ecco, questa è gente vanitosa e piena di sé e davvero si accontenta di lavorare in cambio del proprio nome scritto accanto ad un’immagine: se è tutto ciò che avete da offrire, chiamate pure uno di loro. In alternativa, avete a disposizione una folta schiera di studenti e neolaureati da sfruttare – sono disperati ed inesperti, vi consiglio di cogliere al volo la ghiotta occasione di risparmiare qualche soldo e peggiorare di un altro po’ le loro già precarie condizioni economiche.

Tutto questo significa che forse non riuscirete a procurarvi le immagini che volete a costo zero? Beh, benvenuti nel mondo, è dura. A me non danno certo macchine fotografiche, computer, programmi, benzina, una casa e da mangiare senza spendere un euro. La fotografia è facile ed economica no? Allora prendete una macchina fotografica e scattatevele da soli le vostre stupide foto.

E se dopo aver letto vi sentite offesi, probabilmente è perché almeno una volta, ci avete provato anche voi."





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omar Fardin

Sono stato in Sicilia. Sono stato lì 3 giorni solo, ma almeno ho avuto l'occasione di vedere un posto che non avevo mai visitato. E volevo rendervi partecipi della mia avventura.
Innanzitutto  lo scopo. Ero lì per il matrimonio di uno dei miei migliori amici, che pero' non è siciliano. E dopo questo ho deciso che i prossimi amici che mi chiederanno di fargli le foto del matrimonio... diro' di no. Non che non mi faccia piacere, anzi. Ma non mi godo la festa perché nella mia mente, invariabilmente, la levetta si sposta dalla posizione "divertimento" alla posizione "lavoro". E non posso farne a meno.
Il paese dove sono stato è Sutera. Nell'immagine vedete uno scatto che ho fatto dalla piazza del paese. Il posto è decisamente suggestivo non c'è che dire.
Temperatura circa 42 gradi. Costanti. Qualche picco di 45. Alla sera 35. Almeno nei giorni in cui ci son stato io, che mi dicono essere caldini anche per loro. Caldo secco ma pur sempre caldo. Tanto caldo. Per uno come me che deriva dal popolo dei pinguini... Da morire.

Che dire dell'isola? Paesaggi stupendi. Tante sterpaglie, fichi d'india, piante secche. Rocce. Difficile descriverlo. Colline sterminate e tramonti da sogno. Decisamente bello. Pero'... c'è il pero' della situazione. Siciliani gentilissimi, ma cura del proprio territorio da uno a dieci... meno 2. Ho attraversato tutta la Sicilia da Palermo ad Agrigento. E il paesaggio non cambia. Nessun bordo delle strade curato. Sterpaglie  ovunque. Qua e là qualche incendio. Forse è più comodo bruciarli che tagliarli i bordi delle strade. Carte, bottiglie, lattine, un bel po' di immondizia in giro. E l'asfalto delle strade in uno stato pietoso in molti punti. Molte costruzioni abbandonate. Molte strade abbandonate. Strade costruite per finire in mezzo al nulla. Insomma, se l'impressione generale è stata molto buona, il dettaglio lascia un po' a desiderare.

Considerando l'abnorme quantità di dipendenti pubblici inutili,  non capisco perché invece non li mettano a fare lavori di pubblica utilità. Per esempio leggo che ci sono più di 30.000 guardia boschi in Sicilia. Dico... non vedo perché non possano adibire tutta sta gente alla manutenzione ed al decoro. Non lo capisco proprio.
Quindi, ricapitolando. Paesaggio 100 punti, Ospitalità 100 punti. Senso civico Zero punti. Non metto in dubbio che in altri punti dell'isola la situazione possa essere migliore. Ma questa è stata la mia avventura e questo vi riporto. Saro' felice di ricevere smentite.

Un'altra cosa che mi ha colpito sono i listini prezzi dei ristoranti. Esattamente la metà dei nostri. pizza margherita 3 euro. Pizza prosciutto e funghi 4. Filetto al pepe verde 9. Birra media 2. Insomma... una cena  costa la metà. Hai detto nulla. Vuol dire avere il doppio di stipendio in tasca.

E poi quello che si mangia... Non sta a me esaltare i sapori di Sicilia, ma devo dire che la cosa che i ha entusiasmato di più sono stati i dolci. Dai tipici alle mandorle a tutte le varianti possibili di torte... Decisamente da provare. Una era con ricotta e pistacchi....  ok, basta, sto sbavando sulla tastiera....

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omar Fardin

Era prevedibile che il cinema in 3D entrasse in crisi così presto? Forse no. Ma la sua morte prematura sembra ad alcuni già inevitabile.
Andiamo con ordine. Quando uscì Avatar sembrava che da lì in poi tutto il cinema non potesse essere che in 3D. Io non ne parlai proprio bene. E nonostante molti miglioramenti rispetto a quel momento... Le cose vanno a rotoli. Come sempre i primi sentori arrivano dall'America.
Il film "Pirati dei Caraibi - Ai confini del mare",  ha ottenuto un 46% di preferenze per il 3D contro il 54% del 2D. Più o meno lo stesso dicasi per i nuovi  film quali "i puffi" o "Kung Fu Panda 2". Insomma la gente sta ricominciando a scegliere il vecchio sistema.
E le Major del cinema, che pensavano di aver trovato la nuova gallina dalle uova d'oro...  cominciano a tremare.
I problemi sono più di uno. Innanzitutto la qualità del prodotto. Pur di lanciare film in 3D sono stati rimasterizzati in 3D anche tutti i film inizialmente concepiti per il 2D. Ed il risultato è stato spesso deludente. Ben lontano dagli effetti di Avatar che era stato pensato e girato apposta per il 3D.

In secondo luogo il prezzo. Mentre nei due anni passati per il pubblico c’era ancora il gusto della novità, per cui passava in secondo piano il fatto di dover pagare di più, adesso che ormai tutti hanno provato l'esperienza la curiosità ormai sembra essersi esaurita. Insomma, se una famiglia spende 50-60 euro per cinema e pop corn vorrebbe almeno di rimanere sorpresa. E diversi film 3D che si sono inseguiti in questi mesi proprio per quanto dicevo prima lasciano molto a desiderare.

E poi c'è anche da considerare che, almeno a me, il 3D non piace proprio. Stanca la vista, esci dal cinema dopo due ore che sei rimbambito. E in effetti sembrerebbe che le idee per il futuro siano quelle non del cinema 3D fatto per stupire, ma solo per dare una maggiore profondità. Insomma, si sono accorti che quello che conta è la qualità del film, e non il fatto di avere qualche missile che sembra arrivarti addosso.

E poi c'è l'aspetto delle Tv 3D vendute. Si parla di un misero 2% del totale degli schermi tv venduti nel 2010. Espn, il primo canale televisivo a portare il 3D in televisione con i Mondiali con il 2011 è a rischio chiusura. Troppo pochi spettatori. E spettatori che non aumentano perché non ci sono contenuti, ma anche perché evidentemente il 3D non ha avuto la presa che gli analisti si aspettavano.
nonostante tutto il mercato dell'home entertainment punta ad arrivare al 40% di vendite di televisori 3D entro il 2014. Quindi prepariamoci a un'invasione di questi modelli nei centri commerciali, a meno di qualche ripensamento dell'ultimo minuto.



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omar Fardin


Riprendo dall'ottimo sito byoblu.com un video che spiega molto semplicemente la crisi attuale. Sconcertante, realistico. Ma semplice. Troppo semplice...

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omar Fardin

Qualche mese fa il prof. Majowiecki, docente di ingegneria a Bologna, è stato incaricato dal Comune di Venezia di redigere una relazione tecnica sull'opera del Calatrava, il ponte della discordia che collega piazzale Roma alla Ferrovia di Venezia.
I risultati sono decisamente sconcertanti. "Ci sono errori di progetto" è l'impietoso sunto della relazione tecnica.
Servirà una manutenzione costosa e costante con un danno che, secondo le pagine venete del Corriere della Sera del 18/07, potrebbe aggirarsi sui 14 milioni. L'ha definito "un ponte in prognosi riservata".

Non che servisse pagare una consulenza per sapere ste cose eh. E' fin dall'inizio che sto ponte crea polemiche e molti tecnici del comune avevano espresso dubbi sul progetto. Ma siccome nessuno vuole mai assumersi nessuna responsabilità, tantomeno quella di fermare tutto nonostante l'evidenza... adesso diciamo che la cosa è ufficiale.

In buona sostanza il ponte spinge troppo sulle rive, spostandole. Il che non è bene ovviamente. (ha un'inclinazione del 5,2 per cento contro il 12-33 che è lo standard) Ci sono dei martinetti idraulici sulle spalle del ponte, che periodicamente lo riportano in forma per evitare che arrivi a spezzarsi. Ma è evidente che non è che si può continuare all'infinito. Complimenti, bel progetto davvero.

Ma parliamo un attimo anche dei costi. Visto che li paghiamo noi darci un occhio mi pare giusto no?
All'inizio il ponte era stato presentato con un progetto esecutivo e si diceva che doveva costare 5 miliardi di lire. 2,6 milioni di euro circa dai. I lavori sono cominciati nel 2002. E a quanto sembra non sono ancora terminati. Inaugurazione fatta praticamente di nascosto per paura di proteste della popolazione che non era molto d'accordo di spendere cifre folli per un ponte che non aveva nemmeno la corsia per i disabili o per i carrelli che a Venezia sono di uso comune.
Bene. Ad oggi (a detta dell'assessore ai lavori pubblici in risposta ad una interrogazione) i costi sono arrivati a, udite udite, 11.754.024,64. Si si. undicimilionisettecento... e rotti. Poi pero' c'è una causa in corso. Per presunti lavori eseguiti e mai pagati di altri 11 milioni circa. Totale... circa 23 milioni di euro. E non è finita. Siccome il ponte non ha la rampa per i disabili (al Calatrava na botta in testa no eh?) E' in costruzione l'ovovia. 1.6 milioni circa.
A tutto questo poi bisogna aggiungere i costi di manutenzione stratosferici. L'assessore ai lavori pubblici stima 140-150 mila euro all'anno. Come dire... 12.500 euro al mese. più di 400 euro al giorno. Eh che cavolo.... Ovviamente buona parte di questi costi sono per via dei vetri che si rompono, che vanno sostituiti e che sono costosissimi.

Come ultima postilla.... Il ponte era stato progettato in vetro perchè doveva essere bello, luminoso, con un gioco di trasparenze. Il progetto prevedeva un'illuminazione dal basso. illuminazione che è stata accesa solo il primo giorno, perchè poi ci si è resi conto che faceva apparire, da sopra, il ponte come un'unica rampa, e quindi la gente non vedeva gli scalini e ci inciampava. Complimenti vivissimi.

Altro che borse mondiali in crisi. Qui bisognerebbe farla la rivoluzione. Politici che pensano solo a farsi belli costruendo opere assurde con i soldi dei cittadini. E nessuno che si prenda mai un briciolo di responsabilità.

Secondo me farebbero prima a rifarlo completamente sto ponte. Con buona pace di calatrava.



omar Fardin

La notizia non è tanto che ci sia gente che prova di tutto per mettersi al riparo da quello che dovrebbe accadere sto fantomatico 2012. Ne avevo già parlato.
Ma che ci sia qualcuno che ha fatto qualcosa di fuori dal comune qui, a due passi da noi, non me l'aspettavo. Pensavo che fossero cose "da americani". Invece no. Qui vicino, sui colli euganei, hanno costruito una piramide in miniatura. 7 metri di altezza. Vedere qui per credere.
Come si legge qui è stata costruita per ottimizzare la stabilità dei punti energetici per gli eventi collegati al Periodo del 2012.
Come riportato da byoblu, "Secondo i pellegrini che vi si affollano, la piramide é fonte di energia positiva e di consapevolezza, requisiti necessari per affrontare gli sconvolgimenti previsti per l’anno 2012 con le spalle larghe."
Ovviamente con tanto di biglietto d'ingresso da 10 euri.

Nulla da dire per carità. ognuno è libero di mettere a terra quel che gli pare, soprattutto se poi qualcuno ne trae giovamento, fosse anche solo per un effetto placebo. Ma non stiamo un tantino esagerando?

Sto pensando a cosa potrei costruire sul campo di casa mia... Qualcuno ha qualche idea? magari un disco volante di vetroresina, o un meteorite marziano in  gesso... mumble mumble... devo pensarci!!

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omar Fardin



Sembra che tutte le feste verranno spostate la domenica. Ovviamente tutte le feste laiche. Quindi 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno.... Bene. Niente più feste infrasettimanali e niente più ponti.
Tra un po' toglieranno pure il Natale e Pasquetta. Poi ci regaleranno degli stecchini da mettere sugli occhi per farci lavorare di notte. A posto. Tutti contenti.
I nostri governanti son convinti che così facendo si aumenta la produttività. Peccato che in contemporanea tutti quelli che lavorano non consumano...


Bando alle tristezze. Vi lascio questo video. Interessante. Fa capire come l'occhio umano venga facilmente ingannato da ciò che circonda quello che stiamo guardando. 


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omar Fardin
Si legge da più parti. ormai è diventato un po' il tormentone dell'estate. Ma siamo veramente a rischio fallimento? E se succedesse quali saranno gli effetti?
Andiamo con ordine. Come riportato dal sito defaultItalia i segnali ci sono tutti. E, aggiungo io, è un segnale anche che esista un sito come questo.

Riporto: "A guardare bene, i presupposti e gli ingredienti per il fallimento ci sono tutti:
  • debito pubblico esagerato;
  • crescita praticamente pari a zero da quasi vent'anni;
  • situazione politica ingessata;
  • deficit crescente;
  • sfiducia della grande finanza nei confronti della banche italiane;
  • immagine poco credibile del nostro Paese all'estero;
  • fuga di cervelli e di aziende. 
[...]"

    Ma forse sono troppo pessimisti. Forse sono i soliti catastrofisti. Forse.... forse....  E se forse avessero ragione? Il sole 24 ore il 2 agosto ci dava 100 giorni di tempo. Il conto alla rovescia è iniziato...
    Un fallimento di un paese da un lato farebbe un reset che forse sarebbe l'unico modo per ripartire. Ma gli effetti non sarebbero molto carini. 
    Per tutti, anche per quelli che si sono sempre disinteressati della cosa e della politica. 
    Per esempio un prelievo dai conti correnti (si si, un prelievo dei vostri soldi, era già successo), un aumento generalizzato delle imposte indirette, la reintroduzione dell'ICI, una patrimoniale secca su mobili ed immobili, fino ad arrivare anche al blocco del rimborso dei titoli di Stato a scadenza, al fallimento di alcune banche, al taglio degli stipendi. 
    E il bello è che per esempio alcune di queste cose stanno già avvenendo. Vedi il mio post sulla sanità, o le ultime dichiarazioni del governo sul taglio degli stipendi pubblici o delle pensioni. 
    Come andrà a finire? Vedremo. Certo non è una gran bella estate per la povera Italia.


    Ce la faranno i nostri eroi??

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