sgio65

Venerdì sera, tornato dal lavoro, ho acceso TV e videoregistratore e ho guardato la solita puntata, registrata qualche ora prima, di CSI New York.

Durante la puntata la detective Lindsay Monroe si inbatte in uno strano disegno come quello che vedete in testa a questo post, avevo già visto questi codici tempo fa ma non avevo colto le loro potenzialità finchè non ho visto la mia detective preferita utilizzare la fotocamera del cellulare per leggere il contenuto del codice, allora mi sono incuriosito e ho fatto qualche ricerca su internet scoprendo alcune cose molto interessanti che vi voglio raccontare.

Questi disegni sono sostanzialmente una versione rinnovata dei codici a barre che ben conosciamo, i principali vantaggi stanno proprio nella forma bidimensionale del disegno (per questo motivo sono anche detti codici 2D) che è in grado di memorizzare una quantità di informazioni notevolmente maggiore rispetto ai codici a barre tradizionali, pensate che si riescono a registrare sino a 4296 caratteri alfanumerici (fonte wikipedia) su un singolo simbolo; altro notevole vantaggio che li rende molto utili anche in contesti sociali diversi da quelli delle delle applicazioni di magazzino e movimentazione di merci (supermercati, poste, corrieri ...) è la facilità con cui è possibile leggerli, esistono applicazioni per cellulari in grado di decodificare, il testo a partire da una immagine del codice scattata dalla fotocamera per cui se, ad esempio, il vostro biglietto da visita ha un codice qr con i dati codificati il vostro interlocutore potrà creare al volo una registrazione nella rubrica del suo cellulare semplicemente fotografando il codice qr.

Al momento non ci credevo ma il codice qui sopra, che ho prodotto con un programmino open source trovato su internet, viene tranquillamente letto dal mio telefono cellulare anche senza stamparlo, è bastato fotografare lo schermo con l’applicazione scaricata da app store. Su questo video da YouTube vedete l'applicazione in funzione.

Cercando sul web ho trovato anche alcune estensioni per firefox capaci di generare un codice QR a partire da una selezione di testo su una pagina web, sfruttando uno di questi programmini è stato possibile fare il “copia e incolla” tra computer e cellulare senza alcuna connessione dati attiva, ho generato il codice QR con Mobile Barcoder selezionando una porzione di un articolo, il codice appare subito sullo schermo del computer, a questo punto basta fotografare lo schermo con il cellulare abilitato e voilà il testo era diventato una nota sul mio cellulare.

Siete diventati curiosi? Bene! Per saperne di più cercate qui. Il programma optiscan per iPhone lo trovate su appstore (è a pagamento purtroppo) per altri telefoni cellulari potete provare kaywa reader (http://reader.kaywa.com/phones) secondo i produttori funziona su molti cellulari anche non recenti.

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omar Fardin
E' ormai famosa la domanda: "Ma perché nel detersivo per piatti c'è vero succo di limone, mentre in alcune bibite al limone ci sono aromi artificiali?" 

Strana domanda. In effetti viviamo in una epoca che non è molto chiara dal punto di vista alimentare. Ci vendono il prosciutto scrivendoci sopra Senza Polifosfati, o le merendine Senza grassi Idrogenati, o i succhi di frutta senza aromi artificiali... e via così. 

Scusa cara industria... Che caxxo mi frega a me di quello che non c'è???  Dovresti scrivermi quello che ci metti dentro, non quello che NON ci metti. Non c'è nemmeno mia zia tritata. Perchè non lo scrivi? 

Ok, adesso mi calmo. Ma quello che mi fa girare la balle è che spesso scrivono sulle confezioni a caratteri cubitali quello che non c'è, e nascondono molto bene quello che c'è e che invece potrebbe evitare di esserci. Dalla margarina idrogenata ai coloranti artificiali agli aromi più svariati. O spesso a quantità spropositate di zucchero. 

Vi ricordo che la lista degli ingredienti di un prodotto è in ordine decrescente. Quello che mangiate quando vi pappate la vostra merendina preferita è in larga parte costituito dai primi 3-4 ingredienti.

Vi faccio un esempio di uno dei trucchi più comuni. Come distribuire bene gli zuccheri presenti tra molti ingredienti così che le quantità di zuccheri non compaia nei primi tre dell’elenco. Le aziende usano una combinazione di saccarosio, fruttosio, sciroppi vari, zucchero di canna non raffinato, destrosio e altri zuccheri per essere sicura che nessuno di essi sia presente in quantità sufficiente da arrivare nelle prime posizioni dell’elenco degli ingredienti. Questo serve ad ingannarci sul fatto che il prodotto non è fatto in realtà principalmente da zucchero mentre i principali ingredienti potrebbero essere differenti tipologie di zucchero. E’ un modo per spostare artificialmente lo zucchero più giù nella lista degli ingredienti, non informando sul contenuto reale di zucchero presente nell'intero prodotto. Capito come funziona? Tu vedi in una merendina al primo posto farina e uova. Giusto. Sano. Peccato che poi la lista continui con un'interminabile  sequela di zuccheri chiamati in diverso modo. E tu ti mangi molto zucchero e poca farina. 

Insomma ancora una volta... Leggere la lista degli ingredienti aiuta. E non poco. Lo so, è noioso. E spesso poi non ti cambia le tue abitudini. Ma almeno sappiamo cosa mangiamo, senza fermarci a quello che scrivono davanti. 

Post correlati qui e qui.

omar Fardin
Ecco un'interessante lavoro di fotoritocco estremo fatto da questa coppia di fotografi e artisti del computer. La galleria completa qui. Grazie ad Antonio per la segnalazione.
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omar Fardin

La bicicletta sposa le montagne russe: ecco l'idea delle Shweeb che in Nuova Zelanda ha inaugurato un parco divertimenti all'insegna dell'ecologia. Queste montagne russe funzionano infatti senza corrente e solo con la forza delle gambe dei passeggeri. Le bici sono inglobate in singolari capsule trasparenti, possono raggiungere una velocità massima di 40 orari, oscillano di 60 grandi e correndo arrivano a sfiorare la terra.

Foto tratta da qui

Vi annuncio una novità. Tra qualche giorno avremo nel blog un nuovo autore. (Dobbiamo dare a yanopin il tempo di fare il papà!) E' una persona che mi ha insegnato tanto... e che continua a farlo. Si chiama Sergio ed ha molte conoscenze soprattutto in campo informatico-tecnologico. Aveva in mente di aprirsi un blog suo, ma l'ho convinto a scrivere qui nel nostro. Così nel frattempo si allena. :-) Il resto ve lo dirà lui a tempo debito. Diamogli qualche giorno per riordinare le idee e... happy blogging!! 

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omar Fardin

Come non parlarne? quando si parla del festival di Sanremo è come quando si parla di prostitute. Ne sono piene le strade eppure tutti giurano di non andarci. Ergo: c'è un sacco di gente bugiarda. E c'è un sacco di gente che dice di non guardare Sanremo ma poi lo guarda eccome.

A me quello che da' immensamente fastidio è che una volta i sotterfugi c'erano, ma almeno li tenevano un po' nascosti. Ormai si è arrivati a fare tutto quasi alla luce del sole. Tanto guadagnano cifre da capogiro lo stesso. Milioni di sms e di telefonate fatte da telespettatori che pensano davvero di votare il proprio artista preferito. A 0,75 euro. 

Riporto (e poi commento) quanto scrivono i siti di informazione:

[...]Gli sms. Sulla correttezza della conta del voto popolare (del «pubblico sovrano», come dice la Clerici) sono state sollevate delle perplessità. «Abbiamo mandato una richiesta alla Guardia di Finanza di Sanremo e all'Agcom di sospendere i risultati e sequestrare i tabulati del televoto - ha dichiarato il Presidente del Codacons Carlo Rienzi - Vogliamo verificare la provenienza dei televoti. In passato molti partecipanti ai reality per esempio, hanno confessato che ci sono agenzie a pagamento che assicurano voti. Allora, nel caso di Sanremo, se fosse vero, a vincere non sarebbe stata la canzone migliore ma chi ha più soldi da spendere. Una vera e propria truffa insomma». Non solo. Come riporta l’Unità, «il televoto è gestito da un’azienda del gruppo che realizza X Factor, dalle cui officine escono sia Mengoni che il vincitore dei giovani, Tony Maiello». Anche in questo caso la Rai si appella e giura sulla totale trasparenza. «Le operazioni di voto sono seguite da un notaio e a nessuno, oltre agli operatori, è consentito l'ingresso nella zona dove viene fatto il televoto», ha precisato il capostruttura di Raiuno per il Festival di Sanremo Antonio Azzalini. [...]

Si cara mamma Rai. Ma delle due l'una: o sei ingenua e non capisci o fai finta di non capire e hai la coda di paglia. Se qualcuno vuol far vincere un cantante mica viene a corrompere te. Se ha soldi da spendere (e in genere chi fa queste operazioni li ha) affitta un call center e paga gli operatori affinché facciano migliaia di telefonate al numero da lui indicato. Ovvio che ai centralini Rai appaia tutto regolare. Ma di certo non lo è. Il televoto andrebbe abolito, punto e basta. 

Resta da capire chi è che paga. Forse basta guardare chi vince direi. Vedremo se ci saranno veramente delle inchieste e che esito avranno... Che tristezza.

Unica nota veramente positiva di questo festival è stata a mio avviso la Clerici. Decisamente spontanea e semplice, vicina alla gente. Almeno a mio modesto avviso. Per la cronaca ha fatto nella finale solo un punto di share in meno di Bonolis ma con la metà dal compenso!! Bonolis ha preso un milione di euro, la Clerici 500 mila. Non che siano pochi eh. Ma questi sono i target considerando che 30 secondi di pubblicità venivano venduti a 150 mila euro...


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omar Fardin
Eh si. lo smog, l'inquinamento sono argomenti scomodi. Ma ogni tanto ci fanno capire come funzionano i meccanismi della nostra società. Parliamo delle grandi città, dove i tassi di inquinamento sono decisamente alti. Per farvi capire l'argomento vi riporto un brano tratto da "l'uomo in fuga" di Stphen King :

"[...] Di questo non parlano mai. Adesso il tasso di inquinamento a Boston è di venti, in una bella giornata. E' come fumare quattro pacchetti di sigarette, solo respirando- Col brutto tempo, arriva anche a quarantadue. I vecchi muoiono dappertutto, in città. E sul certificato di morte ci scrivono: asma. Ma è l'aria, l'aria, l'aria. E continuano ad inquinare più che possono, con le ciminiere che vanno ventiquattr'ore su ventiquattro.

Quei filtri da duecento dollari sono stronzate. Sono fatti con due pezzi di reticella e del cotone mentolato dentro. Tutto qui. I soli buoni sono quelli della General Atomics. E gli unici che possono permetterseli sono lorsignori. Ci danno la tri-vu per tenerci in casa, così crepiamo senza dare fastidi. Che te ne pare? Il filtro più economico della GA costa seimila dollari. (...) Qualcuno potrebbe rubare un tesserino della biblioteca, e scoprire che il cancro ai polmoni è salito del settecento per cento.
[...]"

Scenario da fantascienza? Si, visto il libro da cui è tratto. Ma non del tutto, vista la recente invenzione  del policlinico di Milano. Si tratta di un gel antinquinamento. In pratica un mini filtro che non si applica al tubo di scappamento delle auto ma che si infila nel naso. E che ci protegge dallo smog. 

Al di la' che l'idea possa sembrare o meno funzionale... mi sembra davvero una cosa assurda che l'essere umano inquini a livelli assurdi e poi tenti di ripararsi anzichè smettere di inquinare.

La seconda notizia è che a Milano si stavano facendo degli interessanti studi sull'incidenza dello smog sui tumori. Ma dopo due anni di ricerche sui legami tra inquinamento e malattie, infatti, il Comune ha deciso di darci un taglio e non finanziare il terzo anno del progetto. Tanti, troppi malati di smog. Non certo un bello spot per l’amministrazione comunale, in vista delle elezioni del 2011.

Siamo sempre lì. La carriera e la poltrona vengono sempre prima di tutto. Della salute dei cittadini, degli interessi di chi ti ha votato. 

Che tristezza.

omar Fardin
Uno scenario da "day after" che potrebbe essere derubricato alla voce "catastrofismo", se non fosse che l'allarme viene dalla Nasa e dalla National Academy of Sciences. 

In pratica dicono che ci sarà un tempesta magnetica tale da sconvolgere tutti i moderni apparecchi elettronici e di comunicazione. E guarda caso... Si sa che questo evento solare raggiungerà il prossimo picco tra il 2012 e il 2013.

Gli esempi nel passato non mancano. Gli astronomi osservano questi fenomeni dal 1859 quando una tempesta geomagnetica di proporzioni straordinarie, oltre a rendere possibile l'osservazione di aurore come quelle polari in Italia e a Cuba, fece incendiare alcuni cavi del telegrafo in Europa e negli Stati Uniti. A maggio del 1921, un'altra tempesta provocò una serie di cortocircuiti, mettendo fuori uso le linee elettriche e quelle telefoniche sulle due sponde dell'Atlantico. 

Ma eravamo in un'epoca in cui non era tutto basato sull'elettricità come invece è oggi. E non c'erano certo i telefonini o tutti i mezzi di comunicazione attuali basati su reti wireless che per loro natura sono sensibili ai fenomeni magnetici. 

Quello che un po' mette i brividi è che guardacaso la data è sempre più o meno quella. 

Dicembre 2012.  Ne avevo già parlato in altri post. 1, 2, 3, 4. Ma anche altri, guardate l'archivio, o usate la ricera di google integrata nel blog.  Buona lettura. 

Fonte qui.

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omar Fardin
Come volevasi dimostrare e come avevo anche io già preannunciato  anche questa volta la macchina degli aiuti ai terremotati sta facendo acqua da tutte la parti. Il sito di MSNBC denuncia che molti degli aiuti umanitari sono fermi in una sorta di limbo. E intanto marciscono. "Scatoloni di acqua in bottiglia e buste piene di jeans, pannolini e scatolette di tonno sono accatastati nel soggiorno di Ruth Estriplet a Miami. Ruth non riesce a trovare un modo per mandare tutto ad Haiti."

Burocrazia, eccessive norme di sicurezza, colli di bottiglia nel trasporto e, manco a dirlo, corruzione. Ci sono degli Haitiani che scrivono vedendo gli aiuti stoccati  che marciscono. Gli aiuti sono li, ma nessuno li può toccare, protetti dalle varie associazioni che per problemi burocratici evidentemente non può fare granché.

Che tristezza.

Fonti qui e qui.

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omar Fardin
Credo che oramai stiamo arrivando al ridicolo. E credo che sia una questione che va al di la' della politica, è questione di buonsenso e di trasversalità della legge, ecco perchè ho deciso di parlarne nel blog.

Ieri i nostri amati governanti si sono approvati (anche se non ancora definitivamente) una legge che gli permetterà di attaccare manifesti elettorali ovunque. Ovunque proprio eh. 

Io se attacco un manifesto di qualunque genere in vetrina senza il timbro del comune rischio una mega multa.  E loro si sono sempre attaccati manifesti al di fuori degli spazi prestabiliti senza che nessuno dica nulla. (I manifesti elettorali dovrebbero essere attaccati solo nelle apposite bacheche che vengono appositamente predisposte in ogni comune e solo ognuno nei propri spazi per dare a tutti la stessa visibilità) E quando qualcuno l'ha fatto notare (striscia la notizia e le iene) hanno detto che avrebbero dovuto pagare le multe. e invece....

Da buona tradizione italiana ecco che si fanno un alegge che non solo gli condona tutto il passato ma  gli condona preventivamente anche tutto quello che attaccheranno fino a fine maggio 2010. Ma dico... Voglio commettere un reato, mi faccio la legge che mi permette di farlo. Con la data di scadenza pero'... Un condono preventivo per poter attaccare liberamente manifesti elettorali abusivi senza sborsare quasi nulla.

Invece che rispettare le legge come tutti se la modificano a loro piacimento per fare quello che vogliono. Che razza di esempio danno?  

Il problema è che poi i comuni (e quindi noi) devono sostenere spese ingenti per togliere i manifesti che sono spesso attaccati con abbondante colla. In pratica chi paga siamo sempre noi. Non ho parole. Ma non potevo non esprimere il mio pensiero.

Fonte qui.

Grazie come sempre a Marco Gavagnin per la vignetta.

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omar Fardin
Quanti di voi non sono mai impazziti con i font del computer? Devo scrivere un testo e non ho mai il font adatto. Lo trovo ma poi è troppo grosso. O troppo "magro". O troppo elaborato. Un bel pasticcio. Come sa chi mi segue da tempo negli anni scorsi ho frequentato un corso serale all' ITIS Zuccante di Mestre.  Stando poi in contatto con chi gestisce i corsi ho scoperto che hanno fatto delle guide molto interessanti delle quali una parla appunto dei font. 

La prima cosa che ho scoperto è che è un termine femminile. In tipografia si parla di fonte, quindi la font e "le font" al plurale. Oggi nella terminologia informatica si usa soprattutto il termine inglese fount, ma nella grafia americana font, derivato dall’antico francese la fonte (dal latino fundere, traducibile con “la fusione”, in quanto i caratteri erano fusi nel piombo), per cui sarebbe preferibile usarlo al femminile anziché al maschile.

E poi mi sono addentrato in un mondo che noi diamo per scontato ma che è tutt'altro che banale. Per esempio nel tempo sono state tentate numerose classificazioni dei caratteri tipografici. Una, molto semplice, li suddivide “con” o “senza grazie” (serif o sans serif). Si intendono con “grazie” i tratti terminali di ciascuna lettera.

Gli esempi in un blog sono difficili da riprodurre.  Vi carico quindi in un link il pdf del volantino illustrativo dove potete togliervi un po' di curiosità! :-)  Clicca QUI. Immetti le lettere di sicurezza e scarica il file. 

Credo che come me troverete la lettura decisamente interessante! :-)

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omar Fardin
Second life. Un paio di anni fa non si parlava d'altro. Il video mostra quali erano gli effetti sui maniaci della seconda vita. Scherzi a parte... il video è davvero divertente e chi ha girovagato un po' su second life non potrà non apprezzarlo.

Ma che fine ha fatto Second Life? Esiste ancora, ovvio. Due anni fa era il tormentone dei mass media su Internet. Tutti ne parlavano come una rivoluzionedel web, una seconda vita degli utenti e della pubblicità online. I giornali dedicavano al mondo virtuale decine di pagine al mese, riprendendo le curiosità della vita nelle isole di Second Life, e le grandi aziende, nonchè i grandi partiti politici vi trasponevano la propria sede virtuale. Oggi nessuno ne parla più.
In compenso tutti parlano di facebook o di twitter. Decisamente più semplici da usare ed alla portata di tutti e decisamente meno esosi di risorse per quanto riguarda il computer. E non necessitano di programmini appositamente installati.
Ecco forse in due righe perchè second life sta morendo, almeno qui da noi. Si perchè gli esperti dicono che in realtà non è così dappertutto. Dicono che l’abbassamento dell’interesse è stato causato anche da una cattiva informazione da parte dei media ed è riscontrabile solo nel nostro Paese. Gli Stati esteri continuano invece ad utilizzare la piattaforma per scopi interessanti e molto utili.
Insomma, nonostante non sia più sulla bocca di tutti, Second Life esiste ancora. Anzi, è utilizzata come piattaforma da diverse aziende per le videoconferenze e addirittura tutorial globali a distanza, solo che i media non ne parlano e soprattutto in Italia se una cosa non è in televisione o almeno sui giornali... semplicemente non esiste.
Ma la scomparsa dai media è un fenomeno esclusivo riservato a Second Life o accadrà lo stesso anche a Facebook, Twitter e gli altri? Ai posteri l'ardua sentenza...
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omar Fardin
Ho deciso di approfondire un attimo il tema della spesa. E' una cosa che tocca tutti, ed è una cosa che troppo spesso si fa con poca attenzione. 

 Volevo soprattutto focalizzare l'attenzione su quello che ho accennato nel post precedente, in cui raccontavo di aver trovato dei coloranti nella mozzarella. Ebbene è utile sapere come  leggere e come interpretare le etichette. Un esempio lampante è la differenza che c'è tra cacao e cioccolato. Si trova in commercio per esempio il "PREPARATO PER BEVANDA AL CACAO" ma si trova anche il  "PREPARATO PER BEVANDA AL gusto di CIOCCOLATO". E che differenza c'è tra i due? Molta differenza. Perché mentre nel primo ci deve essere il cacao, nel secondo il cioccolato (e quindi il cacao) può anche non esserci del tutto, sostituito da non meglio precisati "aromi".Hai detto nulla. E questo ovviamente vale anche per bibite, merendine, caramelle e quant'altro. Un'altro esempio è quando si comprano gli gnocchi di patate. Che spesso non sono di patate ma con patate o a base di patate. il che significa che dentro c'è più farina di frumento che patata.

Una cosa che spesso si ignora infatti è che la lista degli ingredienti non è scritta a caso. Sono in ordine decrescente per quantità. Quindi se compro un succo di frutta e poi leggo l'etichetta a scopro che gli ingredienti sono acqua, zucchero  una serie di nomi strani e poi cucco di frutta concentrato in fondo alla lista posso tranquillamente affermare che quello è tutto meno che un succo di frutta. E probabilmente sull'etichetta ci sarà scritto succo a base di frutta. E sicuramente la scritta Frutta sarà grande e colorata e a base di sarà piccola nera e invisibile.

Insomma occhio a quello che si compra. Attenzione poi anche agli ingredienti inutili. Spesso ci sono cose che potrebbero fare a meno di esserci e che certo bene non fanno.

Prendiamo per esempio il succo di limone pronto. Comodo direi. Ma se leggi l'etichetta c'è la sorpresa. Si chiama metabisolfito di potassio, o E 224. Ci sono solo un paio di marche che non ce l'hanno. Ma se non leggiamo l'etichetta non lo sappiamo. Perché devo comprare un succo di limone che contiene una porcheria dentro quando ci sono altre marche che non ce l'hanno? Non mi interessa se la porcheria fa tanto poco o per nulla male. Ma è un ingrediente inutile e se posso farne a meno semplicemente cambiando marca... perchè non farlo?

Loro fanno di tutto per venderci quello che non è e guadagnare di più. Ma se noi stiamo un attimo attenti... li freghiamo sicuro!

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omar Fardin
Avete mai pensato a quello che comprate nei supermercati? Ci sono un sacco di cose buone, è vero. E ogni volta che ci vado puntualmente torno a casa con qualcosa che non pensavo di dover prendere. Qualche volta cose utili, altre volte molto meno. Ma come viene esposta la merce nei supermercati?
Da un po' di tempo ho capito che mi conviene andare a fare la spesa a stomaco pieno. Decisamente sono meno tentato dal comprare schifezze inutili. Ma nelle vendite dei supermercati niente è lasciato al caso, esistono veri e propri studi sui colori, sulla musica, perfino sull'ingresso di alcuni supermercati. Avete mai fatto caso al fatto che le caramelle sono sempre ad altezza bambino? E i detergenti? Notato che sono messi in ordine alla perfezione ad un'altezza visibile e sempre su colori come il blu, il verde e simili che rievocano l'acqua, per cui l'igiene? E un sacco di altri piccoli accorgimenti simili studiati a tavolino per indurci a comprare di più e soprattutto quello che vogliono.

La spesa intelligente si fa rispettando alcune semplici ma fondamentali regole.
  1. Farsi una lista a casa di quello che ci serve e poi attenersici scrupolosamente.
  2. Andare a fare la spesa rigorosamente a stomaco pieno
  3. Controllare non solo il prezzo al pezzo, ma anche ad unità di misura. Spesso infatti vengono ridotte le quantità all'interno dei flaconi, magari creandoli di forme strane in modo da non permetterci di quantificare ad occhio la quantità di prodotto presente. E' buona cosa quindi controllare sempre sul cartellino il prezzo "al Kg" o "al litro" e fare solo su quello eventuali confronti.
  4. Controllare la presenza di eventuali promozioni ma se nella tua lista nn c'è per esempio il grana, non comprarlo solo perchè costa meno, tanto la prossima settimana ci saranno altre offerte e i generi di prima necessità (formaggi, olio, latte, pasta) sono presenti in ogni volantino; comunque non fidarsi completamente del prezzo dei volantini, vedi punto 3.
  5. Evitare di accettare gli "assaggini gratuiti" che stimolano i succhi gastrici e vi fanno stazionare al banco gastronomia a comperare la qualunque.
  6. Evitare gli sprechi, cercare di comprare solo quanto necessario, soprattutto nei prodotti freschi.
Poi io vi spiego come farla ma so benissimo che il più delle volte non si ha tempo di star li a badare a tutte ste cose... Però è giusto saperle almeno!!

Un'altra cosa che sarebbe utile guardare sarebbe la lista degli ingredienti. Spesso compriamo delle vere schifezze e non lo sappiamo. L'altro ieri per esempio leggevo l'etichetta della mozzarella per pizza, quella in filoncino per capirci. Alcune erano giustamente fatte solo da latte, sale, caglio. Ma qualche altra marca (e non sempre la meno costosa) aveva addirittura dei coloranti. Si, si, ho strabuzzato gli occhi pure io, dei coloranti sulla mozzarella... per renderla più bianca!!
Il fatto è che se uno non va a leggere l'etichetta si mangia schifezze in più che potrebbe tranquillamente evitare. Ma questo è un capitolo molto lungo, magari farò un post apposito. Per ora spero di esservi stato utile, almeno un po'!!
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