omar Fardin
CC. Condividi Compulsivo. Probabilmente non esiste ancora, ma lo conio io adesso. Non è la prima volta che me ne accorgo. La gente condivide le cose più assurde. Sto parlando di facebook ovviamente. Il tricetopo dell'australia rischia l'estinzione? Clicca su condividi. Pazienza se poi non esiste. La bambina malata ha bisogno di cure e solo cliccando su condividi (o su mi piace) potrai aiutarla! E via di milioni di clic a caxxo. Poi si scopre che non esiste e che era solo un modo per farsi pubblicità, ma pazienza. Belèn mostra le tette? Clicca su mi piace per vederla e condividi! E via di questo passo... Qualsiasi balla è buona per cliccare su quel maledetto link.

L'ultimo in ordine di tempo (ma non sarà l'ultimo di sicuro) è quello che dice che dal mese prossimo non si potranno più prelevare contanti dal bancomat. Ora dico... Fa ridere solo a sentirla. Eppure c'è gente disperata, che scrive commenti allarmati del tipo "ommioddioooo come faro'...." Senza nemmeno informarsi se la cosa sia vera o no. Eppure la ricerca è semplice. E sto allarme del tutto ridicolo (almeno per ora) è partito da un articolo scritto sul NYT da un giornalista, il quale ipotizza che se la Grecia esce dall'euro ci sarà un gran casino. E probabilmente, dice lui, la gente andrà in massa a prelevare i soldi dai conti corresti e quindi forse (e cito: forse, ma solo forse) l'Italia sarà costretta a limitare i prelievi dai conti correnti. Insomma un'opinione di un giornalista che ha esso stesso dei dubbi.

 Ora, io non metto in dubbio che la crisi economica sia probabilmente più grave di quello che vogliono farci credere. E non lo so come andrà a finire con l'euro, anche se spero vivamente che non si torni alle monete nazionali, non fosse altro che per andare in vacanza in Austria per esempio dovrei tornare a fare calcoli astrusi ogni volta che compro qualcosa. Ma di certo non giova a nessuno fare inutili allarmismi basati solo su ipotesi formulate da chissà chi.

E finitela di cliccare su Condividi così, solo perchè sembra sensazionale la notizia. Leggetela bene almeno. E se sono citate delle fonti, andate a controllarle. Basta poco, ed evita inutili intasamenti delle bacheche.
Il bello è che spesso la notizia viene viene sputtanata già sui commenti. Ma il Cliccatore di condividi compulsivo non perde tempo a leggere i commenti, figuriamoci a verificare le fonti...



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omar Fardin
Facebook. Ormai non si parla d'altro. Sembra che tutta la rete giri intorno a Facebook.
Milioni di iscritti anche in Italia e migliaia di aziende che cercano di portare a casa nuovi clienti.
Con buona pace di forum e blog.
Ma è tutto vero? Io sono arrivato alla conclusione che per una azienda stare su facebook non serve a nulla. Al massimo può essere un fattore del tipo "sono una grossa azienda, non posso non esserci". Ma per quanto riguarda il trovare nuovi clienti...

Cerco di spiegarvi come sono giunto a questa conclusione. Facebook è un social network. Un posto dove incontrarsi, una sorta di piazza o di locale virtuale dove conoscere nuovi amici o ritrovarsi con i propri. Bene. Facciamo un esempio riportato alla vita reale. Siamo un gruppo di amici. Ci ritroviamo in un locale una sera dove ognuno porta altri amici. Alla fine avremo un locale pieno di gente e ci ritroveremo magari a tavola circondati anche e soprattutto da persone che non conosciamo. Possiamo a quel punto agire in due modi. Possiamo iniziare a parlare della nostra azienda, spiegando che siamo i più bravi e perché, spiegando che offriamo un sacco di servizi e magari elencando tutto quello che facciamo. Risultato? Dopo 3 minuti al massimo avremmo annoiato tutti quelli che ci stanno intorno i quali cominceranno a non ascoltarci più. Fine della storia. Ma possiamo anche agire in modo diverso; possiamo fare i simpaticoni, facendo battute e dicendo scemenze che faranno scapicollare tutti quelli che ci circondano e attireranno l'attenzione su di noi. In questo modo però perderemmo di credibilità e sicuramente verremmo ricordati solo come il burlone della serata anche se tra una battuta e l'altra avessimo messo qualcosa di serio...
Insomma, vedetela come volete, farsi pubblicità tramite una pagina facebook serve a poco. Al massimo serve per far sapere a quelli che sono già nostri clienti se c'è qualche novità o promozione in corso.

Ma allora perchè molte aziende sono sommerse da "mi piace"? Be' alzi la mano chi non è mai successo di cliccare su più di qualche "mi piace" solo perchè se lo ritrova in bacheca. Oppure perchè si, ho sentito parlare di questi qui si dai clicco "mi piace". Salvo poi dimenticarsene due minuti dopo. E probabilmente ignorare qualsivoglia messaggio arrivi in futuro da quella pagina.

E' recente poi la denuncia fatta proprio da un imprenditore italiano, il quale afferma che l'80% dei "mi piace" presenti sui siti delle aziende sono dai falsi.  Esistono infatti numerosi metodi per comprare per pochi euro migliaia di "mi piace" per la nostra pagina e quindi darsi un'aria di importanza...
Ecco che all'improvviso mi spiego perchè ho trovato aziende mai sentite con decine di migliaia di fan... Qui trovate la sua storia. Leggetela, è illuminante. Ovviamente sarò felice di essere smentito. Ma ad oggi credo che certi imprenditori (soprattutto quelli di piccole realtà) farebbero meglio a curare la propria azienda davvero che non a stare ore ed ore attaccati a facebook nell'illusione di farlo...

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omar Fardin

Stasera mi son imbattuto in una di quelle notizie che ti fanno gelare il sangue. No, non parlo di politica. Stasera sono andato al pub, e mi hanno riferito che S., un amico comune, ha perso suo figlio di pochi mesi di vita. Sono quelle notizie che ti lasciano un po' così, come un ebete. Non sai cosa dire. Non sai come reagire. Non sai cosa rispondere. Credo non ci sia dramma peggiore nella vita. Un tumore se l'è portato via. Non ci sono parole per esprimere condoglianze; non ci sono frasi di circostanza. Non ci sono spiegazioni. Quale Dio permetterebbe una cosa del genere? Qual'è il disegno Divino che non riusciamo a vedere noi poveri umani? Sono quelle cose che fanno riflettere sul senso della vita. Mi sto rovinando la salute perchè devo dei soldi alla banca?! Devo degli stupidi pezzi di carta stampata a qualcuno? No, c'è qualcosa che non torna. Perdiamo la salute cercando per una vita di accumulare qualche soldo... e poi da vecchi spendiamo tutti i soldi accumulati per cercare di recuperare la salute. C'è decisamente qualcosa che mi sfugge. E quando senti queste notizie fai una brusca frenata e torni improvvisamente con i piedi per terra.
Un abbraccio forte.

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omar Fardin

Ma dove stiamo andando? E' interessante (o drammatica, dipende dai punti di vista) la piega che sta prendendo l'Italia. E c'è chi si ostina a dire che le cose vanno bene.
Radio24 ha lanciato una campagna (purtroppo) unica nel suo genere e nelle sue intenzioni. Disperati Mai. Ebbene si, ascolto radio24 più di qualunque altra radio. E vi consiglio soprattutto la trasmissione di Oscar Giannino, alle 9 del mattino. E' uno spaccato di realtà duro, crudo, che non ammette repliche in quanto troppo reale e tangibile. Storie surreali raccontate da imprenditori "sull'orlo di una crisi di nervi" o peggio. Ma è inutile (o forse no) dire che questo è solo un sintomo di una Italia che ha davvero, a quanto sembra, una brutta malattia, con radici a Roma.
Ovviamente non sta a me giudicare o parlare di chi sceglie una "via d'uscita" estrema. Ma mentre da un lato è ovvio che queste cose son sempre esistite anche se i media sembrano accorgersene solo ora, è altrettanto chiaro che sarebbe ora che finissero al più presto. Ed è ovvio che uno dei modi affinchè finiscano è allentare la pressione fiscale esagerata che il fisco ha in Italia. Pressione fiscale che preme sulle tasche di tutti, a cominciare dall'iva presente su ogni prodotto o servizio che acquistiamo. Non cadete nel tranello di chi pensa che gli imprenditori si tolgano la vita perchè non sono in grado di pagare tasse arretrate che dovevano pagare. Spesso le cose sono invece drammaticamente semplici. Soprattutto quando lo stato pretende subito i soldi ma quando deve rimborsarteli ci mette mesi o anni.
Ho letto e sentito di aziende a credito di iva (perchè magari comprano servizi con l'iva al 21% e vendono lavorati con l'iva al 4) che sono in crisi nera perchè lo stato deve pagargli  milioni di euro che loro hanno già anticipato.
Ho sentito di imprenditori in crisi nera perchè le banche all'improvviso non gli fanno più credito nemmeno per innovare. E come fai a stare al passo con i tempi? Banche che hanno ricevuto dalla UE soldi  con un interesse all'1% e che continuano a prestarteli al 10 o peggio. Non si possono chiamare banche. Devono essere chiamati strozzini.

Insomma, un bel caos, che onestamente non mi sento di giudicare ne di commentare oltre.
Solo che...  se dopo cinque mesi di governo tecnico viene chiamato un'altro tecnico (Enrico Biondi) per fare i tagli... non siamo messi proprio bene. Si lo so. I tecnici non sono tutti uguali e piuttosto che facciano tagli a caso è meglio così. A metter tasse nuove son capaci tutti. Ma a tagliare senza offendere i veri poteri nascosti (leggi lobby varie, multinazionali, ma anche mafia) è davvero più difficile. E allora teniamoci gli stipendi milionari, teniamoci migliaia di autoblu inutili e teniamoci decine di migliaia di impiegati superflui nella regione Sicilia (tanto per fare un esempio), ma aumentiamo la benzina, aumentiamo la pressione fiscale in genere, obblighiamo milioni di vecchi ad aprirsi conti correnti inutili e costosi. E nominiamo un tecnico (manco a dirlo, strapagato) che dirà ai tecnici come fare i tagli. That's Italy.

Ma stanno diventando più subdoli. Le ultime riforme sono dei tagli senza essere tagli. Prendi la scuola. Non potevano più dire che si tagliava la scuola. Cosa vuoi tagliare di più?  E allora fanno in modo che le classi da 20 diventino per esempio da 40 alunni. Meno insegnanti, meno qualità di istruzione. Ma chi se ne frega. Probabilmente porterà qualche alunno in più alle scuole private (che chissà di chi sono). Che tristezza.

In questi giorni ci sono state le elezioni comunali. Per quanto possano essere indicative per capire un'andamento. Ma dopo che quelli che gridavano Roma Ladrona sono stati beccati anch'essi a rubare... a chi dare credibilità?

Vignette su gentile concessione di GavaVenezia


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omar Fardin
C'è gente che gli sembra caro 2 euro per un litro di benzina e poi spende 14 euro per un litro di shampoo nutriente. Rotfl.

Se nel 1980 avessero detto a un bimbo di 10 anni: " Quando tuo figlio avrà la tua età gli regalerai un telefono da 2 milioni di lire" quel bimbo avrebbe pensato: "Questi sono imbecilli" E non poteva sapere che l'imbecille sarebbe stato lui.

Ok, Natalino Balasso non mi ha mai fatto impazzire. Ma decisamente questo "spot" è ironico e tagliente. Da vedere. E da riflettere.


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