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Unknown

Ve lo ricordate il tizio, tale Alex Tew, che qualche anno fa diventò milionario vendendo pixel su internet? L'idea era banale, vendere i singoli pixel di una home page a un dollaro l'uno. Il risultato, ancora visibile online, è questo.
Ebbene, lo stesso tizio ha avuto un'altra idea.
Per tutti quelli che passano ore o giorni interi davanti a Internet. Una pagina semplice e direi pure banale. Una sfida a non fare nulla per un paio di minuti. Un timer che vi invita a non interagire per due minuti. E se muovi il mouse o tocchi la tastiera... Ricomincia!
Be' non ci crederete ma sta stupidaggine sta avendo un successo clamoroso. Provateci anche voi, cliccate qui: donothingfor2minutes.com.

Questo qui passa il tempo a lavorare il meno possibile per guadagnare il massimo eh? Incredibile...

p.s. E poi dite che non sono bravo, nonostante la febbre vi ho trovato una notizia simpatica! :-)

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Unknown
Prendo spunto per questo post da una notizia che ho trovato girando qua e là sulla rete. Ad aprile un agente Vorwerk Folletto è stato premiato come miglior venditore vendendo ben 1609 aspirapolvere nell'arco dell'anno 2009. Il tizio in questione (residente a Scorzè quindi dalle mie parti) nel 2007 aveva venduto qualcosa come 2068 pezzi. Record assoluto di vendite per l'azienda. Cioè... circa 6 pezzi al giorno domeniche e Natale compresi... Non so se mi spiego. O questo ipnotizza la gente.... o non so proprio spiegarmelo!!

Detto questo, appunto preso come spunto, a chi non è mai stato proposto di entrare affari con una di queste realtà? Sono molte le aziende che sfruttano il sistema di vendita porta a porta  e/o il multi-level per vendere i prodotti.

"Il multilevel marketing è una forma di vendita diretta in cui gli incaricati commercializzano i prodotti per conto di una impresa e contemporaneamente reclutano anche altri venditori.
La remunerazione che si percepisce è composta sostanzialmente da una provvigione sul fatturato generato direttamente e da una percentuale scalare sulle vendite delle altre persone che fanno parte del proprio gruppo di lavoro. A volte ci sono anche dei premi per incentivare a far entrare più gente possibile nel proprio gruppo.
"

Secondo me può anche essere un buon metodo ma certo non si può pensare, come invece a volte dicono, di lavorare 2-3 ore al giorno e portare a casa ottimi guadagni. Gli ottimi guadagni li ottieni con costanza e metodo, lavorando molto e impegnandosi, in questo come in tutti i settori. 

Ci sono poi aziende che ti impongono di comprare prima i loro prodotti per poi rivenderli. E' una cosa che proprio non capisco. Se Devo vendere un prodotto mi dai un campionario (a gratis visto che serve a te azienda per vendere un tuo prodotto) e mi dai le spiegazioni ed il background che mi serve per vendere. Punto. Non esiste che io anticipo soldi. 

Altre aziende che magari vendono assicurazioni o polizze varie ti obbligano a fare prima di tutto una polizza con loro. Ma dico... se io vado a vendere auto di lusso devo comprarmene una anche io prima ancora di iniziare a venderle? Che ragionamento è? Se mi fai vendere un buon prodotto e sono sicuro di quello che vendo casomai sarò io stesso a chiedertelo. Ma non accetto che mi venga imposto dall'alto. Insomma... come sempre bisogna stare molto attenti, i furbastri son sempre dietro l'angolo. Spesso questi sistemi multi level non fanno diventare ricco nessuno se non l'azienda madre. Ma a te fanno credere il contrario. Non importa quanto qualificato sei. Tanto sanno benissimo che tu venderai il prodotto almeno ai tuoi parenti più stretti, che spesso lo comprano anche solo per aiutarti un po', poi lo venderai a qualche amico... e poco importa se poi, come succede nell'80% dei casi, ti fermerai. Intanto loro hanno fatto quelle 10 vendite in più. Tu avrai agganciato qualche altro. Che a sua volta farà le sue 10 vendite a nonni e zie. E via di seguito.

Spesso mascherano queste furberie con feste, party esclusivi in cui spesso c'è anche il cantante famoso, la personalità importante. Convention in cui sembra che tutti stiano diventando ricchi in questa azienda che viene definita giovane, intraprendente, con idee rivoluzionarie, che permetteranno a tutti di diventare benestanti. "Cosa aspetti? Lavora e divertiti con noi... non vedi come siamo tutti felici e pieni di soldi? "

Come non caderci? Be', con un po' di buon senso direi. Nessuno regala nulla. E' il detto che vale sempre in questi casi. Più ostentano e meno ci sarà di reale, potete starne certi.

Raccontatemi la vostra esperienza! 

Unknown
Le ho sempre detestate. E non sono sicuramente l'unico.Eppure c'è una sorta di perversione nelle raccolte punti tale per cui tutti noi non possiamo fare a meno, almeno ogni tanto, di provare a farle. E via a farneticare di premi e di regali con gli amici per capire cosa prendere e chi ci arriva prima. Negli ultimi anni sono diventate qualcosa di diverso... ma andiamo con ordine.

Quelli del latte, quelli delle merendine, dei cereali, del caffe' o dei vari supermercati. Ma anche quelli della benzina e quelli della carta igienica. In pratica ogni momento è buono per raccogliere i bollini. Per portare a casa la qualunque. Dallo sconto sulla benzina stessa all'ultimo videogame.

E finchè son quelli della benzina o del supermercato adesso son tutti elettronici. Ma quelli del latte o delle merendine... Devi stare attento a scartare il pacco senza rompere il bollino. Poi devi tagliarlo. Sembra che li facciano sempre più piccoli e stampati nei posti più sfigati apposta. Poi devi incollarlo negli appositi spazi che in genere sono sempre più piccoli del bollino... grrrrr Uno alla fine si incazza, butta tutto per aria e buona notte alla raccolta.

Inizialmente la raccolta dei bollini serviva a fidelizzare il cliente. Negli ultimi anni si sono trasformate sempre di più in un modo per vendere prodotti. In una nota catena di supermercati della zona qualche anno fa avevano messo come premio tra i tanti una macchina da caffe' espresso.  Un miliardo di punti da raccogliere (non mi ricordo quanti, ma tantissimi) e poi un contributo di 40 euro per averla. 

Io che non mi faccio mai sfuggire l'occasione per polemizzare scrissi alla direzione del supermercato. Gli chiesi perché mai dovevo prima raccogliere uno sterminio di bollini, per poi pagare 40 euro, per avere una macchina da caffè che al supermercato accanto vendevano a 45.

Mi hanno risposto. dicendomi che i loro prodotti erano un'esclusiva e che non era possibile che io l'avessi trovata in vendita da qualche parte. In effetti era vero. La macchina che vidi nel supermercato accanto aveva un nome diverso. Ma era comunque la stessa. Stesse caratteristiche, stessa forma, stesso colore, solo il nome diverso. Una vera e propria presa per i fondelli. 

Con questo banale sistema riescono a vendere prodotti che altrimenti non venderebbero mai. Un asciugamano? 500 punti, un punto ogni 5 euro di spesa, + 15 euro di contributo...  Se ti mettevano lì l'asciugamano in vendita a 15 euro sullo scaffale non l'avresti mai comprato. Ma siccome i punti te li caricano ogni volta che fai la spesa... quando arrivi ad averli (se ci arrivi) vuoi non comprarlo? con tutta la fatica che hai fatto per raccogliere i punti? certo che si!!

Meccanismo interessante non trovate?

In ogni caso esiste anche un sito che parla solo di raccolte bollini. Cliccare per credere.

yanopin
Si dice che lo Spritz esista da oltre cent'anni, si presume che la sua origine sia da collocare nel periodo austoungarico dagli stessi soldati austriaci, che trovando il vino Veneto troppo alcolico, rispetto al tenore cui erano avvezzi, lo allungavano con un goccio di selz o acqua frizzante. Il Suo nome deriva proprio dalla parola austriaca "spritzen", che significa "spruzzare".
Da buon Veneziano posso confermare che nelle vere "cicchetterie" il mitico spritz era fatto di semplice vino bianco e acqua frizzante. Solo col passare degli anni vi sono state apportate varie modifiche fino a renderlo un vero e proprio aperitivo.
La sua notorietà a livello nazionale è avvenuta tramite la pubblicità di una nota casa produttrice di bevande alcoliche che ad inizio 2008 ha avviato una campagna pubblicitaria inneggiante al consumo di Aperol Spritz. Infatti se oggi ordini uno spritz a Bari lo sanno fare anche loro, tuttavia l'originale rimane sempre a noi Veneti.

E adesso arriva pure la rivoluzione, firmata da Mon­telvini e Moletto (cantine vinicole nel Trevigiano): lo spritz sarà venduto in fusto e sarà così servito alla spina. Tutto questo solo per far prima, però così si rischia di cancellare il rito che personalizza l’aperi­tivo in ogni bar.
Per esser sicuri di non patire il furto dell’idea, hanno addirittura deciso di registrare il marchio con il nome di «SpritzOne».

Credo che i professionisti del marketing abbiano fatto un ottimo lavoro, permettendo allo Spritz di emergere in tutto il territorio Italiano, tuttavia sono del parere che le origini delle cose dovrebbero sempre essere mantenute.
Unknown
Ieri sono stato al supermercato. Entro due minuti mi son detto. Compro un dentifricio e vengo fuori. Risultato: 15 minuti a guardare lo scaffale dalle mille scatoline colorate dei dentifrici. Avete presente la mucca che guarda il treno passare? Ecco. Più o meno uguale.

Come diamine si fa a scegliere il dentifricio giusto??? Tornando indietro sono andato a chiedere lumi al mio dentista. E la sua risposta è stata: " prendi quello che vuoi tanto l'azione pulente la fa lo spazzolino, non il dentifricio". Sono rimasto un po' così. Ha poi aggiunto che sono da evitare i dentifrici con microgranuli, microcapsule con slittamento a destra e tutte quelle balle sbiancanti che non fanno altro se non sbiancare i denti con una azione abrasiva che a lungo andare è deleteria.

Bene. messaggio recepito. Resta il fatto che quando sono stato al super son diventato scemo davanti a decine di marche e di brand diversi. Ma come diamine si fa a racapezzarsi? qualche giorno fa avevo scritto dei danni del fluoro. E allora ho deciso di trovare un dentifricio senza fluoro. Impresa tutt'altro che facile, visto che la maggior parte lo contiene anche se spesso in quantità miserrime.

Certo che star lì a leggere tutte le etichette... I pubblicitari sulle confezioni si sprecano: White Pearl, Ultra White, Professional, Total, Repair... sono solo alcuni degli slogan che appaiono sulle confezioni. Dovresti comprarle tutte. :-)
La storia del dentifricio è molto antica. Si hanno testimonianze di formule e rimedi che risalgono al tempo di Ippocrate (circa 480 a.C.). Tali ricette contenevano parti di animali ai quali venivano attribuiti denti forti ed in continua eruzione. Si riteneva che il loro impiego nelle ricette avrebbe dato salute anche ai denti di chi li usava. Ancora oggi ci sono dei siti che vi suggeriscono di farvelo in casa. Vedere per credere.

Io che sono un cittadino medio e consumista come la maggior parte degli Italiani pero' avevo deciso di comprarlo. E alla fine la scelta è caduta almeno su un dentifricio che si dichiara 100% naturale. Almeno in etichetta. Tutto a base di robe naturali, ottenuto rispettando una lista di sostanze vietate, senza l'impiego di OGM, come scritto sulla confezione: "non testato sugli animali, senza sodum laureth sulfate, senza Fluoro, senza saccarina". Per la cronaca è il dentifricio dell'angelica.

Insomma tutto sto post per dirvi che mi son comprato un dentifricio. E' che non capisco proprio perchè ogni ditta debba fare almeno 10 tipi di dentifricio diverso, quando poi parlando con i dentisti ti dicono che il dentifricio conta quanto un bicchiere d'acqua in un incendio.

Dicono che si chiama marketing, ma per me son tutti pazzi...